Venerdì, 22 Novembre 2019 raimondi's blog
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.:Titolo: L’ASSOCIAZIONE BORGHI D’EUROPA PROPONE DIECI PERCORSI PER IL
22/04/19 10:05

Renzo Lupatin,Presidente dell’Associazione <. “Si tratta di itinerari fondati sui principi dell’interculturalismo per valorizzare borghi e territori meno conosciuti”
Milano, 18 aprile 2019 -- È stata presentata, presso la sede dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano, l’iniziativa dell’Associazione Borghi d’Europa per il 2019 “Dieci Percorsi Europei per l’Anno del Turismo Lento”. “Si tratta di un progetto, ha spiegato Renzo Lupatin, presidente dell’Associazione, legato alle azioni sviluppate nel 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, toccando comunità di venti Paesi e Regioni d’Europa: da questo viaggio sono nate le tracce dei dieci Percorsi Internazionali che proponiamo, ognuno dei quali prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi Europei e di cinque Regioni Italiane”.
I percorsi sono stati identificati ciascuno con una definizione tematica: Percorsi della Fede, Vie dell’Acqua, della Birra, del Caffè, del Pane, della Pizza, dei Norcini e del Tempo, Mulini del Gusto, il paesaggio della Vite e del Vino, Terre Romane e Bizantine, Ferrovie (non) dimenticate e Mobilità Dolce.
“Nel corso del 2019, ha proseguito Renzo Lupatin, giornalisti e comunicatori di Borghi d’Europa visiteranno le località inserite nei Percorsi, costruendo itinerari fondati sui principi dell’interculturalismo. Alla fine del viaggio, le realtà istituzionali e associative dei Territori potranno scegliere di seguire la strada del riconoscimento dei Percorsi come Itinerari Culturali Europei, presentando richiesta all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, in Lussemburgo. Oppure, in seconda opzione, si potranno organizzare in autonomia per valorizzare i loro borghi e i loro territori”.
Nel corso dell’incontro, è stata anche presentata la campagna dell’Unione Europea per invitare i cittadini a partecipare alle elezioni del 25 maggio prossimo: “In vista di questa data, ha spiegato Stefania Bertolini, responsabile della campagna per l’Italia, invitiamo chi è convinto dell’importanza del voto a combattere l’astensionismo. Iscrivendosi al sito Stavoltavoto.eu si potrà offrire il proprio contributo, organizzando o prendendo parte a eventi, iniziative di informazione e attività online. Già migliaia di elettori hanno aderito alla piattaforma sulla quale è possibile inserire i temi ai quali si tiene di più e dare disponibilità secondo i propri impegni e desideri”
Sono intervenuti nel corso della conferenza stampa Antonio De Toni,presidente della Pro
Loco delle Valli del Natisone, per raccontare la storia e l’ambiente di un’area straordinaria
del Friuli Venezia Giulia e le iniziative dell’Istituto per la cultura slovena ; Stefano Travagliati di FriulPizza, per motivare l’adesione al progetto del Percorso Le Vie della Pizza, Marco Bigolin del Molino Terre Vive (farine e pasta) di Rossano Veneto (Vi) e Giampietro Sabbatani, direttore Generale di CAB Massari scrl di Conselice (Ra).
L’Associazione Borghi d’Europa ICRHIC (International Cultural Routes Heritage Indipendent Committee) ha il fine di avviare un processo di internazionalizzazione su base culturale e, mettendo a frutto un contesto imprenditoriale di livello europeo, si propone un piano di interventi per attirare l’attenzione delle istituzioni e del turismo internazionale.
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.:Titolo: La Vaca Mora del padovano Renzo Lupatin
21/04/19 8:20

Renzo Lupatin,presidente padovano della rete dei borghi europei del gusto, annuncia per il mese di giugno l'uscita del numero della rivista La Vaca Mora, nata da una sua brillante idea.
“Vaca mora” era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago; più in generale il termine andò ad identificare i treni a vapore di montagna, alcuni dotati di cremagliera.

Una curiosità che potrebbe spiegare un appellativo così singolare come “vaca mora” viene raccontata da Chiericato e Gasparella nel loro libro: nel secondo dopoguerra, era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche. I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così “affidavano” le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago. Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mò di corna....
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.:Titolo: Padova e la Grande Guerra - La campagna stavoltavoto.eu
08/03/19 15:22

Nel quinquennio 2014-2018 si è celebrato il primo centenario della Grande Guerra, evento che ha investito drammaticamente il Veneto e Padova. L’Amministrazione ha inteso, pertanto, ricordare questo momento attraverso l’organizzazione di numerose iniziative volte a migliorare la conoscenza presso il vasto pubblico di quanto avvenne un secolo fa.
Tra il 1914 e il 1918 Padova rivestì spesso un ruolo di primo piano e fu protagonista di avvenimenti importanti. Prima della disfatta di Caporetto divenne città ospedaliera, nonché sede dell’Università Castrense e di un comando di tappa presso il quale transitavano le truppe dirette al fronte. Nel 1917, a partire dalla fine di ottobre, diventò capitale al fronte e venne scelta per la firma dell’Armistizio con l’Impero austro-ungarico che fu siglato a Villa Giusti del Giardino alla Mandria il 3 novembre 1918. Negli ultimi due anni del conflitto la città venne massicciamente bombardata: le incursioni aeree causarono numerose vittime e gravi danni materiali a edifici e a monumenti cittadini. Musei, vie, monumenti… non mancano a Padova e nei dintorni testimonianze di questo recente passato che ci ha visto in prima linea sul fronte della Storia.

Villa Giusti
A Villa Giusti furono condotte le trattative per la conclusione di un armistizio fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-ungarico che ponesse fine alla guerra iniziata il 24 maggio 1915. Queste, condotte da due Commissioni militari, ebbero inizio il 1 novembre 1918 e si conclusero nella tarda serata del 3 novembre.


Ma se le iniziative del 2018 hanno avuto successo e sono state così numerose, lo si deve
indubbiamente alla realtà europea. Borghi d’Europa ha deciso così di legare la campagna d’informazione all’invito ai cittadini di partecipare al voto di maggio.
L’adesione alle iniziative di Stavoltavoto.eu ( in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano), si salda così al progetto del 2018, per valorizzare e far conoscere il
nostro patrimonio culturale.

“Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo
vivere.”

"Cosa fa per me l'Europa" https://what-europe-does-for-me.eu


Campagna in collaborazione con l'Ufficio del Parlamento Europeo, Milano

- A sostegno della campagna istituzionale per le elezioni del 26 maggio del Parlamento europeo
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.:Titolo: L’ITALIA DEL GUSTO AD ALCUNI GRANDI APPUNTAMENTI DELLA 1° ED
25/10/18 16:57

Bottiglie Aperte, Alto Adige in tour e il Franciacorta Festival seguiti dall’Italia del Gusto
Milano, 17 Ottobre 2018- La prima edizione della Milano Wine Week, svoltasi dal 7 al 14 Ottobre in vari punti della città, con la splendida cornice di Palazzo Bovara come location fulcro dell’intera rassegna, è stata ampiamente promossa dai giornalisti dell’Italia del Gusto.
La Milano Wine Week è nata grazie alla geniale idea di Federico Gordini, fondatore di Milano Food Week e di Bottiglie Aperte, oltre che di Vivite, il primo festival vinicolo dedicato al mondo delle cantine cooperative.
In questa settimana del vino, sono stati infatti saggiamente inseriti alcuni appuntamenti classici per gli enonauti e gli operatori a Milano, come Bottiglie Aperte , la rassegna Fermento promossa dalla Fisar e la presentazione della guida 2019 di Doctorwine, di Daniele Cernilli.
Bottiglie Aperte, che quest’anno è giunta alla settima edizione e si è svolta presso la location del Superstudio Più in Via Tortona, ha raccolto qualcosa come 250 realtà vitivinicole di tutto il nostro Belpaese, offrendo davvero una grandissima scelta di etichette dall’alto tasso qualitativo.
L’Italia del Gusto ha apprezzato particolarmente i vini del Piave dell’ottima Azienda Agricola Giorgio Cecchetto di Tezze di Piave (Tv), il Pagadebit Bianco di Enio Ottaviani di San Clemente (Rn), il caratteristico ed elegante Montepulciano d’Abruzzo e il fresco Pecorino della Cantina Biagi del Teramano, il Timorasso dei Colli Tortonesi di Cascina La Zerba di Volpedo (unica cantina presente del Tortonese) che fa parte delle Cantine Volpi, poi il Lugana della Cantina Bulgarini di Pozzolengo (Bs) e i grandi bnachi Friulani di Lis Fadis di Spessa di Cividale nell’Udinese, de I Feudi di Romans dell'Isontino e dell’Azienda Agricola Muzic di San Floriano del Collio (Go).
Inoltre, i grandi Nebbioli della Valtellina della Cantina Nera/Caven di Chiuro (So) e di La Perla di Marco Triacca, con le quali l’Italia del Gusto collabora già da tempo nella valorizzazione territoriale, l’Aglianico Irpinia Doc di Nolurè, il Dolcetto d’Ovada di Castello di Tagliolo del Monferrato e l’Aglianico di Kandea, l’Azienda Agricola dei F.lli Cataldo di Candela nel Foggiano hanno soddisfatto l’esigente palato dei giornalisti e comunicatori dell’Italia del Gusto.
Un altro momento della prima Milano Wine Week dove la cultura enologica è stata esaltata, è stato indubbiamente quello dei Vini dell’Alto Adige in tour, voluto dal Consorzio Vini Alto Adige.
Qui, circa 50 vini, rappresentati dai vari Pinot Bianco, Sauvignon, Pino Grigio, Kerner e Sylvaner, Lagrein e Schiava, Pinot Nero e Gewurztraminer, hanno confermato il notevole fascino del terroir altoatesino, con vigne che variano dai 200 ai 1000 m di altitudine.
Invece, per quanto riguarda il centro nevralgico della Milano Wine Week, rappresentato da Palazzo Bovara, applaudiamo la quantità e qualità di eventi tematici e masterclass proposti, tra i quali il Franciacorta Festival.
In questo appuntamento dedicato alle grandi bolle erano presenti al banco d’assaggio 40 cantine: di queste l’Italia del Gusto ha degustato le etichette di Abrami Elisabetta di Provaglio d’Iseo, di Mosnel di Camignone di Passirano, dell’Azienda Agricola Lantieri de Paratico di Capriolo, de Le Marchesine di Passirano, di Santus di Rovato, di Corteaura di Adro, dell’Azienda Agricola Ronco Calino sempre di Adro, di Borgo La Gallinaccia di Rodengo Saiano, di La Torre di Torbiato di Adro ed infine dell’Azienda Agricola Santa Lucia di Erbusco.
Grandi vini per un grande pubblico formato da appassionati enonauti e da operatori: la prima edizione della Milano Wine Week ha ampiamente trasmesso i valori della cultura enologica in una piazza come quella meneghina abituata a manifestazioni del food, del design e della moda.
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.:Titolo: Centro del Dolce Friuli e Tissi invitati alle iniziative di
23/07/18 17:18

Borghi d'Europa, la rete internazionale che unisce borghi e territori di oltre 15 Paesi Europei al fine di promuoverne
la conoscenza e la valorizzazione attraverso iniziative finalizzate ad 'informare chi informa', organizza per il
'2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale ed Anno del Cibo Italiano', ben 40 Azioni/ progetto.
Lo scopo è quello di andare a caccia degli inediti del buon e bello vivere, degli aspetti storici culturali artistici ed enogastronomici
di Paesi e Regioni Europee.
In Friuli Venezia Giulia l'attenzione dei giornalisti e dei comunicatori è caduta sul Friuli Collinare e sulla zona di San Daniele
del Friuli.
In questo contesto i vagabondi del gusto hanno potuto conoscere, grazie alle pazienti frequentazioni di piccoli negozi dei
sapori locali, i prodotti a marchio Tissi.
Così è nato l'invito al Centro del Dolce Friuli a partecipare alle iniziative d'informazione europee.



Grossisti di prodotti alimentari, commercio all'ingrosso di dolci, bevande e panetteria, Centro Dolce Friuli offre oggi un assortimento
ottimale di oltre 2.000 referenze anche a marchio proprio a disposizione delle specifiche esigenze della clientela tramite assortimenti innovativi.Con il brand Tissi vengono selezionate, con costanza applicazione e severità selettiva, molte delizie locali
Sapori ed aromi distintivi, ricercati, accompagnano sia il dolce che il salato; nelle salse si ritrovano i profumi del tartufo, negli oli anche quelli del peperoncino e nelle paste le fragranze delicate del gusto locale.
Poi le ultime novità : le delizie dalla Slovenia e dalla Croazia, a conferma di un gusto senza confini.

I prodotti a marchio Tissi verranno presentati nel corso delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale, che si svolgeranno dal
1 al 5 settembre nei Colli di Conegliano ( significativamente nella giornata dedicata ai rapporti istituzionali e non Slovenia-Italia) e nel
mese di ottobre a Milano, nell'autentico tempio della cultura e della cucina friulana che è l'Osteria alla Stazione,l'Originale.
Nel frattempo la redazione della trasmissione multimediale Borghi d'Europa (Sky,La9Italia e web), ha già realizzato uno
stage di informazione a Carpacco di Dignano, nella sede dell'Azienda.
https://www.centrodolce.com
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.:Titolo: MILANO VETRINA DEL GUSTO: SCIATT A’ PORTER, SAPORI DALLA VAL
09/03/18 11:52

a Valtellina (con la Valchiavenna) è terra di eccellenze alimentari, grandi vini e piatti che possono soddisfare i palati più esigenti: per questo la Redazione della testata web Borghi d’Europa ha deciso di intraprendere un percorso d’informazione e valorizzazione delle tipicità dell’intera zona montana in provincia di Sondrio, sin da settembre 2017 quando si è tenuto il primo festival del Nebbiolo delle Alpi, altresì chiamato Chiavennasca.
I giornalisti di Borghi d’Europa, durante una delle classiche visite gustose nel Milanese, hanno conosciuto un angolo magico della Valtellina, la bottega di qualità Sciatt à Porter, situata a pochi passi da Corso Como e inserita subito nel percorso d’informazione “Milano Vetrina del Gusto”.
La titolare, Emma Marveggio, persona molto disponibile e concreta, nonchè valtellinese doc, ha raccontato che Sciatt à Porter è aperto dal 10 ottobre 2013, concepito inizialmente per essere uno street food all’avanguardia, “sdoganando” il prodotto tipico del territorio valtellinese allora ancora sconosciuto, su modello del noto forno Luini, street food in zona Duomo.
Poi, le cose hanno preso una piega diversa, dal momento che la clientela preferiva trascorrere del tempo a mangiare e degustare seduta, fatto che cozza contro l’idea di street food e così il locale è stato trasformato in un “rifugio metropolitano” (termine coniato dal Gambero Rosso), mettendo dei tavoli per far sedere la clientela.
Emma Marveggio viene da anni di esperienza consolidata nell’universo finanziario e molto portata e competente nello studiare le dinamiche del sistema commerciale, una vera pioniera nella comunicazione volta alla semplicità e all'autenticità.
Con l’arrivo della crisi economica globale del 2008, è diventata un’acuta osservatrice di tutto quello che sarebbe servito per riconquistare la fiducia persa ad ogni livello da parte dell’utente finale, per cui un ottimo vettore è stato indubbiamente tentare di valorizzare i territori d’eccellenza, sia nel campo culturale che alimentare: da qui l’idea di aprire Sciatt.
Un luogo unico e fuori dagli schemi che si propone come un format di coerenza e comunicazione nella variegata (e ahimè non sempre sana) ristorazione milanese: i camerieri sono dei cantastorie e i cuochi dei cucinieri, tutti a disposizione della gentile clientela.
Ogni singolo ingrediente e materia prima che viene usata per preparare i piatti è di provenienza al 100% valtellinese: ogni piatto viene cucinato con amore così come lo facevano le casalinghe di una volta.
Oltre a grandi etichette di Nebbiolo delle Alpi, tra i piatti più importanti vanno citati sicuramente gli Sciatt, pastelle di grano saraceno che avvolge il Formaggio Casera, risultando molto simile a un bignè salato di grano saraceno, gli autentici Pizzoccheri della Valtellina, la Polenta Taragna condita con burro, formaggio e brasato, gli Tzigoiner, spiedoni di carne fassona alla piastra, appoggiati su legno d’abete, le varie e gustosissime Bresaole (fassona, cervo, punta d'anca, magatello e slinzega), ed infine dolci straordinari del territorio fatti in casa e stagionali, come la Creme Caramel con le tipiche “Uova di Selva” e le torte di grano saraceno con mele e pere.
Nel futuro, Emma Marveggio non nasconde di poter allargare gli orizzonti professionali verso nuovi concetti, sempre “sartoriali”, dove la qualità recita una parte fondamentale e con essa il territorio, che già sono parte integrante della bottega Sciatt à Porter.
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.:Titolo: BORGHI D’EUROPA ALLA PREVIEW STAMPA DELLA MOSTRA DI WOLFGANG
07/09/17 12:33

Al Lac Lugano Arte e Cultura
Milano, 6 Settembre 2017- L’unità d’informazione della testata web Borghi d’Europa segue con molto interesse anche mostre e collezioni di artisti di spessore, perché la cultura, assieme al turismo e all’enogastronomia sono i cardini tematici su cui si basa la testata stessa.
La mostra di cui parliamo è quella dell’artista tedesco contemporaneo Wolfgang Laib: Borghi d’Europa ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della mostra al Lac Lugano Arte e Cultura (dal 3 settembre al 7 gennaio 201, che fa parte di uno dei 2 poli museali del Masi, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, venerdì 1 Settembre c.m..
Va ricordato come Lugano è da sempre un luogo molto seguito dalle Associazioni Borghi Europei del Gusto e l’Altratavolta, viste le fruttuose collaborazioni con l’importante ente Ticinowine.
Wolfgang Laib, presente alla conferenza, si distingue per l’essenzialità delle sue opere, (50 quelle in esposizione alla mostra al Lac) siano esse fotografie, sculture o disegni, denotando una grossa passione per la cultura e la filosofia dell’Estremo Oriente (ha fatto numerosi viaggi in Asia in passato), “rimodellata” verso un senso più occidentale.
Molto significativa è stata la rappresentazione live dell’artista tedesco per la stampa presente di una delle sue opere più note, la Milkstone: ovvero un grande blocco concavo di marmo bianco riempito di latte.
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.:Titolo: ALLA SCOPERTA DEL CESANESE DEL PIGLIO IN DEGUSTAZIONE A MILA
21/06/17 19:19

Il Cesanese del Piglio Docg è un vino rosso rubino dai riflessi violacei che viene coltivato in provincia di Frosinone, precisamente nei comuni di Anagni, Piglio, Serrone, Acuto e Paliano nella zona collinare sulle pendici dei Monti Ernici, ottenuto per il 90% da uve Cesanese d’Affile o Comune e un 10% di altre uve a bacca nera. Presenta un profumo molto caratteristico ed in bocca è mobildo, secco e caldo.
E’ l’unico vitigno autoctono rosso laziale, che ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2008, e non è ancora molto diffuso e conosciuto dagli enonauti e appassionati dei grandi vini.
Per tale motivo, il Consorzio di Tutela del Cesanese del Piglio ha organizzato delle degustazioni e degli incontri ad hoc in 3 note enoteche di Milano dal 15 al 17 giugno c.m. .
La speciale unità d’informazione de l’Italia del Gusto, che ha già avuto modo di conoscere il Cesanese ad Expo 2015, ha partecipato a una di queste degustazioni presso l’Enoteca Viola di Via Pavia, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del vitigno autoctono laziale e aiutarne la comunicazione.
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.:Titolo: MILANO VETRINA DEL GUSTO: LA DEGUSTAZIONE DEI “VINI DEL MARE
07/06/17 15:54

Borghi d’Europa ha presenziato a entrambi gli appuntamenti targati Ais Milano
Milano, 3 Giugno 2017- L’Ais di Milano continua a promuovere con grande passione e abilità eventi di livello, banchi d’assaggio e seminari volti a comprendere meglio i grandi vini e i loro territori.
Naturalmente, la redazione milanese dei Borghi Europei del Gusto non è rimasta insensibile di fronte a degli appuntamenti tanto prestigiosi, partecipando, sempre presso l’Hotel Westin Palace in zona Repubblica, al banco d’assaggio de “I Vini del Mare” lunedì 29 maggio u.s. e alla serata di martedì 30 maggio u.s. dedicata al progetto Inobel, riguardante alcune grandi etichette del Gruppo Italiano Vini.
La degustazione dei vini del Mare ha permesso ai comunicatori dei Borghi Europei del Gusto di capire le peculiarità di diversi vini italiani coltivati in zone costiere e di come il mare incida su di essi.
Sono stati pertanto degustati il Montepulciano dell’Azienda Marchigiana Angeli di Varano, il Vermentino Sardo Dod di Santadi, della zona del Sulcis, la Biancolella della Cantina Ischitana Tommasone, il Pinot Bianco e il Riesling della Tenuta De Stefenelli di Bertinoro (Fc), l’Albana di Romagna dell’Azienda Agricola Fiorentini di Castrocaro Terme, il Fiano e l’Aglianico di Verrone Agricoltori di Agropoli (Salerno), il Vermentino Toscano di Terenzuola di Fosdinovo (Ms) e lo Chardonnay, il Pinot Grigio e il Refosco dell’Azienda Agricola Ai Galli della famosa zona veneziana del Lison Pramaggiore.
La serata dedicata invece al progetto Inobel, che racchiude 12 etichette pluripremiate di nove Cantine italiane del Gruppo Italiano Vini, è stata molto piacevole, grazie alla maestria del bravo relatore Ais Davide Garofalo e agli interventi degli enologi Cristian Ridolfi (Cantina Santi), Sandro Cavicchioli (Cavicchioli), Christian Scrinzi (Fontana Candida & Re Manfredi) e Luigi Seracca (Castello Monaci.
Nel corso della serata, i partecipanti hanno potuto degustare il Lambrusco Rosè del Cristo di Sorbara Brut 2010 di Cavicchioli di San Prospero (Mo), il Frascati Superiore Riserva Docg 2011 Luna Mater di Fontana Candida di Monte Porzio Catone (Rm), il Primitivo Artas del Salento Igt 2014 di Castello Monaci (Le), l’Aglianico del Vulture Doc 2001 di Re Manfredi nel Potentino, lo Sfursat 5 Stelle Docg 2005 di Nino Negri dalla Chiavennasca e ultimo l’Amarone Docg 2003 di Santi di Illasi (Vr).
Ad ogni grande vino, secondo le proprie caratteristiche, è stato assegnato un premio Nobel Italiano: questo è il progetto Inobel, un’iniziativa originale ed elegante, volta a valorizzare al meglio questi incredibili vini!
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.:Titolo: I BORGHI EUROPEI DEL GUSTO A LIVEWINE 2017
27/02/17 15:25

Alla scoperta di vini artigianali di alta qualità
Milano, 24 Febbraio 2017- Anche quest’anno la speciale unità d’informazione milanese dei Borghi Europei del Gusto ha partecipato al Salone del Vino Artigianale Livewine, con l’obiettivo preciso di promuovere la cultura del vino e dei territori.
Livewine 2017 si è svolto in due giorni, sabato 18 e domenica 19 febbraio u.s. , realizzato in collaborazione con la manifestazione Vini di vignaioli- Vins de Vignerons e l’Ais Lombardia, sempre nella spaziosa location del Palazzo del Ghiaccio di Milano.
Il Salone 2017 nei due giorni è stato visitato da circa 4500 appassionati enonauti, che hanno potuto degustare qualcosa come 800 vini di circa 168 cantine, di cui 32 estere e 5 distributori: un numero incredibilmente grande, al quale vanno aggiunti 17 stands di cibo artigianale.
I giornalisti dei Borghi Europei del Gusto sono stati a Livewine in entrambe le giornate: nella prima hanno preferito dedicarsi ai bianchi, nella seconda invece ai rossi.


Tra i bianchi fermi assaggiati, vanno sicuramente citati il Grillo della Tenuta Siciliana “Elios” di Alcamo (Tp), il Pecorino e la Passerina dell’Azienda Agricola familiare Marina Palusci di Pianella, nel Pescarese, poi il Timorasso della Cantina Daniele Ricci, sita nell’Alessandrino, il Catarratto dell’Azienda Porta del Vento di Camporeale (Pa) , il Pinot Grigio e il Riesling di Cà del Conte, cantina dell’Oltrepopavese e i grandi fermi friulani di Radikon, Cantina di Gorizia.
Tra le bollicine, davvero notevoli i Metodo Classico dell’Azienda Castello di Stefanago, sempre dell’Oltrepopavese, e i Franciacorta di Casa Caterina di Monticelli Brusati, guidata dalla famiglia Delbono e della Cantina biodinamica 1701, sita a Cazzago San martino, che produce circa 60000 bottiglie l’anno, suddivise in 5 prodotti.
La seconda giornata a Livewine è stata dedicata interamente ai rossi: anche qui i colleghi giornalisti e operatori hanno avuto delle piacevoli sorprese.
Per la Toscana vanno citate la Cantina Pacina, sita nel senese, l’Azienda Agricola Casale di Certaldo, la Tenuta Podere Santa Felicita di Pratovecchio (Ar) e dalla Cantina Santa 10, sempre del Senese.
Per il Piemonte, le attenzioni sono ricadute verso il Dolcetto e il Barbera della Cooperativa Agricola Valli Unite di Costa Vescovato (Al), che a Livewine è stata presente anche con uno stand di salumi pregiati di produzione propria.
Per il Veneto, davvero interessanti i rossi dell’Azienda Agricola Corte Sant’Alda e de Il Monte caro, entrambe situate nel Veronse.
Successivamente, sono stati degustati vini rossi del Sud Italia: degne di menzione la Cantina Calabrese Casa Comerci di Nicotera (Vv), la Campana Cantina di Enza di Montemarano (Av), l’Azienda Agricola Musto Carmelitano di Maschito in Basilicata ed in fine i rossi biologici di Valentina Passalacqua, cantina pugliese di Apricena, nel foggiano.
Tutti i vini degustati sono la perfetta espressione dei loro territori e della passione dei loro produttori: tutto ciò è reso possbile perché gli espositori presenti a Livewine praticano un’agricoltura sostenibile, senza uso di additivi chimici.

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