Martedì, 20 Novembre 2018 raimondi's blog
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.:Titolo: L’ITALIA DEL GUSTO AD ALCUNI GRANDI APPUNTAMENTI DELLA 1° ED
25/10/18 16:57

Bottiglie Aperte, Alto Adige in tour e il Franciacorta Festival seguiti dall’Italia del Gusto
Milano, 17 Ottobre 2018- La prima edizione della Milano Wine Week, svoltasi dal 7 al 14 Ottobre in vari punti della città, con la splendida cornice di Palazzo Bovara come location fulcro dell’intera rassegna, è stata ampiamente promossa dai giornalisti dell’Italia del Gusto.
La Milano Wine Week è nata grazie alla geniale idea di Federico Gordini, fondatore di Milano Food Week e di Bottiglie Aperte, oltre che di Vivite, il primo festival vinicolo dedicato al mondo delle cantine cooperative.
In questa settimana del vino, sono stati infatti saggiamente inseriti alcuni appuntamenti classici per gli enonauti e gli operatori a Milano, come Bottiglie Aperte , la rassegna Fermento promossa dalla Fisar e la presentazione della guida 2019 di Doctorwine, di Daniele Cernilli.
Bottiglie Aperte, che quest’anno è giunta alla settima edizione e si è svolta presso la location del Superstudio Più in Via Tortona, ha raccolto qualcosa come 250 realtà vitivinicole di tutto il nostro Belpaese, offrendo davvero una grandissima scelta di etichette dall’alto tasso qualitativo.
L’Italia del Gusto ha apprezzato particolarmente i vini del Piave dell’ottima Azienda Agricola Giorgio Cecchetto di Tezze di Piave (Tv), il Pagadebit Bianco di Enio Ottaviani di San Clemente (Rn), il caratteristico ed elegante Montepulciano d’Abruzzo e il fresco Pecorino della Cantina Biagi del Teramano, il Timorasso dei Colli Tortonesi di Cascina La Zerba di Volpedo (unica cantina presente del Tortonese) che fa parte delle Cantine Volpi, poi il Lugana della Cantina Bulgarini di Pozzolengo (Bs) e i grandi bnachi Friulani di Lis Fadis di Spessa di Cividale nell’Udinese, de I Feudi di Romans dell'Isontino e dell’Azienda Agricola Muzic di San Floriano del Collio (Go).
Inoltre, i grandi Nebbioli della Valtellina della Cantina Nera/Caven di Chiuro (So) e di La Perla di Marco Triacca, con le quali l’Italia del Gusto collabora già da tempo nella valorizzazione territoriale, l’Aglianico Irpinia Doc di Nolurè, il Dolcetto d’Ovada di Castello di Tagliolo del Monferrato e l’Aglianico di Kandea, l’Azienda Agricola dei F.lli Cataldo di Candela nel Foggiano hanno soddisfatto l’esigente palato dei giornalisti e comunicatori dell’Italia del Gusto.
Un altro momento della prima Milano Wine Week dove la cultura enologica è stata esaltata, è stato indubbiamente quello dei Vini dell’Alto Adige in tour, voluto dal Consorzio Vini Alto Adige.
Qui, circa 50 vini, rappresentati dai vari Pinot Bianco, Sauvignon, Pino Grigio, Kerner e Sylvaner, Lagrein e Schiava, Pinot Nero e Gewurztraminer, hanno confermato il notevole fascino del terroir altoatesino, con vigne che variano dai 200 ai 1000 m di altitudine.
Invece, per quanto riguarda il centro nevralgico della Milano Wine Week, rappresentato da Palazzo Bovara, applaudiamo la quantità e qualità di eventi tematici e masterclass proposti, tra i quali il Franciacorta Festival.
In questo appuntamento dedicato alle grandi bolle erano presenti al banco d’assaggio 40 cantine: di queste l’Italia del Gusto ha degustato le etichette di Abrami Elisabetta di Provaglio d’Iseo, di Mosnel di Camignone di Passirano, dell’Azienda Agricola Lantieri de Paratico di Capriolo, de Le Marchesine di Passirano, di Santus di Rovato, di Corteaura di Adro, dell’Azienda Agricola Ronco Calino sempre di Adro, di Borgo La Gallinaccia di Rodengo Saiano, di La Torre di Torbiato di Adro ed infine dell’Azienda Agricola Santa Lucia di Erbusco.
Grandi vini per un grande pubblico formato da appassionati enonauti e da operatori: la prima edizione della Milano Wine Week ha ampiamente trasmesso i valori della cultura enologica in una piazza come quella meneghina abituata a manifestazioni del food, del design e della moda.
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.:Titolo: Centro del Dolce Friuli e Tissi invitati alle iniziative di
23/07/18 17:18

Borghi d'Europa, la rete internazionale che unisce borghi e territori di oltre 15 Paesi Europei al fine di promuoverne
la conoscenza e la valorizzazione attraverso iniziative finalizzate ad 'informare chi informa', organizza per il
'2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale ed Anno del Cibo Italiano', ben 40 Azioni/ progetto.
Lo scopo è quello di andare a caccia degli inediti del buon e bello vivere, degli aspetti storici culturali artistici ed enogastronomici
di Paesi e Regioni Europee.
In Friuli Venezia Giulia l'attenzione dei giornalisti e dei comunicatori è caduta sul Friuli Collinare e sulla zona di San Daniele
del Friuli.
In questo contesto i vagabondi del gusto hanno potuto conoscere, grazie alle pazienti frequentazioni di piccoli negozi dei
sapori locali, i prodotti a marchio Tissi.
Così è nato l'invito al Centro del Dolce Friuli a partecipare alle iniziative d'informazione europee.



Grossisti di prodotti alimentari, commercio all'ingrosso di dolci, bevande e panetteria, Centro Dolce Friuli offre oggi un assortimento
ottimale di oltre 2.000 referenze anche a marchio proprio a disposizione delle specifiche esigenze della clientela tramite assortimenti innovativi.Con il brand Tissi vengono selezionate, con costanza applicazione e severità selettiva, molte delizie locali
Sapori ed aromi distintivi, ricercati, accompagnano sia il dolce che il salato; nelle salse si ritrovano i profumi del tartufo, negli oli anche quelli del peperoncino e nelle paste le fragranze delicate del gusto locale.
Poi le ultime novità : le delizie dalla Slovenia e dalla Croazia, a conferma di un gusto senza confini.

I prodotti a marchio Tissi verranno presentati nel corso delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale, che si svolgeranno dal
1 al 5 settembre nei Colli di Conegliano ( significativamente nella giornata dedicata ai rapporti istituzionali e non Slovenia-Italia) e nel
mese di ottobre a Milano, nell'autentico tempio della cultura e della cucina friulana che è l'Osteria alla Stazione,l'Originale.
Nel frattempo la redazione della trasmissione multimediale Borghi d'Europa (Sky,La9Italia e web), ha già realizzato uno
stage di informazione a Carpacco di Dignano, nella sede dell'Azienda.
https://www.centrodolce.com
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.:Titolo: MILANO VETRINA DEL GUSTO: SCIATT A’ PORTER, SAPORI DALLA VAL
09/03/18 11:52

a Valtellina (con la Valchiavenna) è terra di eccellenze alimentari, grandi vini e piatti che possono soddisfare i palati più esigenti: per questo la Redazione della testata web Borghi d’Europa ha deciso di intraprendere un percorso d’informazione e valorizzazione delle tipicità dell’intera zona montana in provincia di Sondrio, sin da settembre 2017 quando si è tenuto il primo festival del Nebbiolo delle Alpi, altresì chiamato Chiavennasca.
I giornalisti di Borghi d’Europa, durante una delle classiche visite gustose nel Milanese, hanno conosciuto un angolo magico della Valtellina, la bottega di qualità Sciatt à Porter, situata a pochi passi da Corso Como e inserita subito nel percorso d’informazione “Milano Vetrina del Gusto”.
La titolare, Emma Marveggio, persona molto disponibile e concreta, nonchè valtellinese doc, ha raccontato che Sciatt à Porter è aperto dal 10 ottobre 2013, concepito inizialmente per essere uno street food all’avanguardia, “sdoganando” il prodotto tipico del territorio valtellinese allora ancora sconosciuto, su modello del noto forno Luini, street food in zona Duomo.
Poi, le cose hanno preso una piega diversa, dal momento che la clientela preferiva trascorrere del tempo a mangiare e degustare seduta, fatto che cozza contro l’idea di street food e così il locale è stato trasformato in un “rifugio metropolitano” (termine coniato dal Gambero Rosso), mettendo dei tavoli per far sedere la clientela.
Emma Marveggio viene da anni di esperienza consolidata nell’universo finanziario e molto portata e competente nello studiare le dinamiche del sistema commerciale, una vera pioniera nella comunicazione volta alla semplicità e all'autenticità.
Con l’arrivo della crisi economica globale del 2008, è diventata un’acuta osservatrice di tutto quello che sarebbe servito per riconquistare la fiducia persa ad ogni livello da parte dell’utente finale, per cui un ottimo vettore è stato indubbiamente tentare di valorizzare i territori d’eccellenza, sia nel campo culturale che alimentare: da qui l’idea di aprire Sciatt.
Un luogo unico e fuori dagli schemi che si propone come un format di coerenza e comunicazione nella variegata (e ahimè non sempre sana) ristorazione milanese: i camerieri sono dei cantastorie e i cuochi dei cucinieri, tutti a disposizione della gentile clientela.
Ogni singolo ingrediente e materia prima che viene usata per preparare i piatti è di provenienza al 100% valtellinese: ogni piatto viene cucinato con amore così come lo facevano le casalinghe di una volta.
Oltre a grandi etichette di Nebbiolo delle Alpi, tra i piatti più importanti vanno citati sicuramente gli Sciatt, pastelle di grano saraceno che avvolge il Formaggio Casera, risultando molto simile a un bignè salato di grano saraceno, gli autentici Pizzoccheri della Valtellina, la Polenta Taragna condita con burro, formaggio e brasato, gli Tzigoiner, spiedoni di carne fassona alla piastra, appoggiati su legno d’abete, le varie e gustosissime Bresaole (fassona, cervo, punta d'anca, magatello e slinzega), ed infine dolci straordinari del territorio fatti in casa e stagionali, come la Creme Caramel con le tipiche “Uova di Selva” e le torte di grano saraceno con mele e pere.
Nel futuro, Emma Marveggio non nasconde di poter allargare gli orizzonti professionali verso nuovi concetti, sempre “sartoriali”, dove la qualità recita una parte fondamentale e con essa il territorio, che già sono parte integrante della bottega Sciatt à Porter.
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.:Titolo: BORGHI D’EUROPA ALLA PREVIEW STAMPA DELLA MOSTRA DI WOLFGANG
07/09/17 12:33

Al Lac Lugano Arte e Cultura
Milano, 6 Settembre 2017- L’unità d’informazione della testata web Borghi d’Europa segue con molto interesse anche mostre e collezioni di artisti di spessore, perché la cultura, assieme al turismo e all’enogastronomia sono i cardini tematici su cui si basa la testata stessa.
La mostra di cui parliamo è quella dell’artista tedesco contemporaneo Wolfgang Laib: Borghi d’Europa ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della mostra al Lac Lugano Arte e Cultura (dal 3 settembre al 7 gennaio 201, che fa parte di uno dei 2 poli museali del Masi, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, venerdì 1 Settembre c.m..
Va ricordato come Lugano è da sempre un luogo molto seguito dalle Associazioni Borghi Europei del Gusto e l’Altratavolta, viste le fruttuose collaborazioni con l’importante ente Ticinowine.
Wolfgang Laib, presente alla conferenza, si distingue per l’essenzialità delle sue opere, (50 quelle in esposizione alla mostra al Lac) siano esse fotografie, sculture o disegni, denotando una grossa passione per la cultura e la filosofia dell’Estremo Oriente (ha fatto numerosi viaggi in Asia in passato), “rimodellata” verso un senso più occidentale.
Molto significativa è stata la rappresentazione live dell’artista tedesco per la stampa presente di una delle sue opere più note, la Milkstone: ovvero un grande blocco concavo di marmo bianco riempito di latte.
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.:Titolo: ALLA SCOPERTA DEL CESANESE DEL PIGLIO IN DEGUSTAZIONE A MILA
21/06/17 19:19

Il Cesanese del Piglio Docg è un vino rosso rubino dai riflessi violacei che viene coltivato in provincia di Frosinone, precisamente nei comuni di Anagni, Piglio, Serrone, Acuto e Paliano nella zona collinare sulle pendici dei Monti Ernici, ottenuto per il 90% da uve Cesanese d’Affile o Comune e un 10% di altre uve a bacca nera. Presenta un profumo molto caratteristico ed in bocca è mobildo, secco e caldo.
E’ l’unico vitigno autoctono rosso laziale, che ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2008, e non è ancora molto diffuso e conosciuto dagli enonauti e appassionati dei grandi vini.
Per tale motivo, il Consorzio di Tutela del Cesanese del Piglio ha organizzato delle degustazioni e degli incontri ad hoc in 3 note enoteche di Milano dal 15 al 17 giugno c.m. .
La speciale unità d’informazione de l’Italia del Gusto, che ha già avuto modo di conoscere il Cesanese ad Expo 2015, ha partecipato a una di queste degustazioni presso l’Enoteca Viola di Via Pavia, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del vitigno autoctono laziale e aiutarne la comunicazione.
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.:Titolo: MILANO VETRINA DEL GUSTO: LA DEGUSTAZIONE DEI “VINI DEL MARE
07/06/17 15:54

Borghi d’Europa ha presenziato a entrambi gli appuntamenti targati Ais Milano
Milano, 3 Giugno 2017- L’Ais di Milano continua a promuovere con grande passione e abilità eventi di livello, banchi d’assaggio e seminari volti a comprendere meglio i grandi vini e i loro territori.
Naturalmente, la redazione milanese dei Borghi Europei del Gusto non è rimasta insensibile di fronte a degli appuntamenti tanto prestigiosi, partecipando, sempre presso l’Hotel Westin Palace in zona Repubblica, al banco d’assaggio de “I Vini del Mare” lunedì 29 maggio u.s. e alla serata di martedì 30 maggio u.s. dedicata al progetto Inobel, riguardante alcune grandi etichette del Gruppo Italiano Vini.
La degustazione dei vini del Mare ha permesso ai comunicatori dei Borghi Europei del Gusto di capire le peculiarità di diversi vini italiani coltivati in zone costiere e di come il mare incida su di essi.
Sono stati pertanto degustati il Montepulciano dell’Azienda Marchigiana Angeli di Varano, il Vermentino Sardo Dod di Santadi, della zona del Sulcis, la Biancolella della Cantina Ischitana Tommasone, il Pinot Bianco e il Riesling della Tenuta De Stefenelli di Bertinoro (Fc), l’Albana di Romagna dell’Azienda Agricola Fiorentini di Castrocaro Terme, il Fiano e l’Aglianico di Verrone Agricoltori di Agropoli (Salerno), il Vermentino Toscano di Terenzuola di Fosdinovo (Ms) e lo Chardonnay, il Pinot Grigio e il Refosco dell’Azienda Agricola Ai Galli della famosa zona veneziana del Lison Pramaggiore.
La serata dedicata invece al progetto Inobel, che racchiude 12 etichette pluripremiate di nove Cantine italiane del Gruppo Italiano Vini, è stata molto piacevole, grazie alla maestria del bravo relatore Ais Davide Garofalo e agli interventi degli enologi Cristian Ridolfi (Cantina Santi), Sandro Cavicchioli (Cavicchioli), Christian Scrinzi (Fontana Candida & Re Manfredi) e Luigi Seracca (Castello Monaci.
Nel corso della serata, i partecipanti hanno potuto degustare il Lambrusco Rosè del Cristo di Sorbara Brut 2010 di Cavicchioli di San Prospero (Mo), il Frascati Superiore Riserva Docg 2011 Luna Mater di Fontana Candida di Monte Porzio Catone (Rm), il Primitivo Artas del Salento Igt 2014 di Castello Monaci (Le), l’Aglianico del Vulture Doc 2001 di Re Manfredi nel Potentino, lo Sfursat 5 Stelle Docg 2005 di Nino Negri dalla Chiavennasca e ultimo l’Amarone Docg 2003 di Santi di Illasi (Vr).
Ad ogni grande vino, secondo le proprie caratteristiche, è stato assegnato un premio Nobel Italiano: questo è il progetto Inobel, un’iniziativa originale ed elegante, volta a valorizzare al meglio questi incredibili vini!
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.:Titolo: I BORGHI EUROPEI DEL GUSTO A LIVEWINE 2017
27/02/17 15:25

Alla scoperta di vini artigianali di alta qualità
Milano, 24 Febbraio 2017- Anche quest’anno la speciale unità d’informazione milanese dei Borghi Europei del Gusto ha partecipato al Salone del Vino Artigianale Livewine, con l’obiettivo preciso di promuovere la cultura del vino e dei territori.
Livewine 2017 si è svolto in due giorni, sabato 18 e domenica 19 febbraio u.s. , realizzato in collaborazione con la manifestazione Vini di vignaioli- Vins de Vignerons e l’Ais Lombardia, sempre nella spaziosa location del Palazzo del Ghiaccio di Milano.
Il Salone 2017 nei due giorni è stato visitato da circa 4500 appassionati enonauti, che hanno potuto degustare qualcosa come 800 vini di circa 168 cantine, di cui 32 estere e 5 distributori: un numero incredibilmente grande, al quale vanno aggiunti 17 stands di cibo artigianale.
I giornalisti dei Borghi Europei del Gusto sono stati a Livewine in entrambe le giornate: nella prima hanno preferito dedicarsi ai bianchi, nella seconda invece ai rossi.


Tra i bianchi fermi assaggiati, vanno sicuramente citati il Grillo della Tenuta Siciliana “Elios” di Alcamo (Tp), il Pecorino e la Passerina dell’Azienda Agricola familiare Marina Palusci di Pianella, nel Pescarese, poi il Timorasso della Cantina Daniele Ricci, sita nell’Alessandrino, il Catarratto dell’Azienda Porta del Vento di Camporeale (Pa) , il Pinot Grigio e il Riesling di Cà del Conte, cantina dell’Oltrepopavese e i grandi fermi friulani di Radikon, Cantina di Gorizia.
Tra le bollicine, davvero notevoli i Metodo Classico dell’Azienda Castello di Stefanago, sempre dell’Oltrepopavese, e i Franciacorta di Casa Caterina di Monticelli Brusati, guidata dalla famiglia Delbono e della Cantina biodinamica 1701, sita a Cazzago San martino, che produce circa 60000 bottiglie l’anno, suddivise in 5 prodotti.
La seconda giornata a Livewine è stata dedicata interamente ai rossi: anche qui i colleghi giornalisti e operatori hanno avuto delle piacevoli sorprese.
Per la Toscana vanno citate la Cantina Pacina, sita nel senese, l’Azienda Agricola Casale di Certaldo, la Tenuta Podere Santa Felicita di Pratovecchio (Ar) e dalla Cantina Santa 10, sempre del Senese.
Per il Piemonte, le attenzioni sono ricadute verso il Dolcetto e il Barbera della Cooperativa Agricola Valli Unite di Costa Vescovato (Al), che a Livewine è stata presente anche con uno stand di salumi pregiati di produzione propria.
Per il Veneto, davvero interessanti i rossi dell’Azienda Agricola Corte Sant’Alda e de Il Monte caro, entrambe situate nel Veronse.
Successivamente, sono stati degustati vini rossi del Sud Italia: degne di menzione la Cantina Calabrese Casa Comerci di Nicotera (Vv), la Campana Cantina di Enza di Montemarano (Av), l’Azienda Agricola Musto Carmelitano di Maschito in Basilicata ed in fine i rossi biologici di Valentina Passalacqua, cantina pugliese di Apricena, nel foggiano.
Tutti i vini degustati sono la perfetta espressione dei loro territori e della passione dei loro produttori: tutto ciò è reso possbile perché gli espositori presenti a Livewine praticano un’agricoltura sostenibile, senza uso di additivi chimici.

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.:Titolo: Percorso Internazionale Abitare per Vivere : la Floricoltura
07/01/17 8:54

Le giornate di informazione di Borghi d’Europa hanno toccato anche l’argomento ‘Abitare per Vivere’. Nel corso di un incontro-intervista che si è tenuto presso il Municipio di Saletto, è stata
lanciata l’idea-progetto di creare un Percorso Internazionale ‘Abitare per Vivere’, al fine di realizzare campagne di buona informazione sull’abitare sostenibile, tramite il coinvolgimento e il partenariato di imprenditori, ricercatori,professionisti, della filiera abitativa.
Il Patrimonio architettonico ; le professioni e i mestieri ; le tecnologie e i prodotti ; le tematiche
del restauro ; la conservazione e la valorizzazione dell’ambiente.Questi i temi del nuovo itinerario, che avrà come capofila il Comune di Saletto, ‘paese’ dell’antiquariato.

All’incontro in Municipio ha dato il proprio contributo di storia e contenuti culturali la Floricoltura
Menin di Carceri. “La floricoltura Menin Antonio e C. è stata fondata nei primi anni ’70 ed é diretta da quattro fratelli: Mario, Bruno, Donato e Mauro Menin. Mario si occupa in modo specifico della direzione dell'azienda, Bruno è impegnato nella manutenzione degli impianti e nella costruzione di nuove serre, Donato si dedica alla coltivazione mentre Mauro cura i vari aspetti relativi alla commercializzazione del prodotto.Attualmente l’azienda occupa 55.000 metri quadrati di serre tecnologicamente avanzate.La floricoltura Menin è specializzata nella produzione di Orchidee e Anthurium Andreanum. “
L’azienda ha ricevuto premi e segnalazioni prestigiose (addirittura in Olanda, patria delle orchidee).

“Lo stadio di partenza del ciclo produttivo é costituito da una piantina radicata ottenuta da meristema. Lo stadio finale del ciclo é la pianta ornamentale che ha raggiunto la maturazione completa, ed è pronta per la vendita al consumatore finale. Il ciclo produttivo delle piante coltivate in azienda varia tra i dodici e i diciotto mesi a seconda delle caratteristiche varietali.
CLIMATIZZAZIONE
Il processo produttivo delle piante è automatizzato e computerizzato.
La climatizzazione degli ambienti di coltivazione é gestita da un sistema informatico, di ultima generazione, che controlla e monitorizza temperatura, umidità, luminosità, e concentrazione di anidride carbonica. Le piante sono coltivate su container estraibili in alluminio speciale e la movimentazione é gestita da un sistema robotizzato. L'irrigazione è computerizzata con sistemi che regolano la quantità di acqua e la conducibilità elettrica.
LA QUALITA’ DEL PRODOTTO
Il lavoro e le attrezzature sono tutte rivolte ad avere un unico obiettivo: la più alta qualità possibile.
A riprova dell’ottima qualità di piante prodotte sono i numerosi riconoscimenti ottenuti a livello nazionale ed internazionale.
QUALITA’ CE
Il Servizio fitosanitario italiano ha rilasciato alla ditta Menin il certificato di qualità
CE-Italia in quanto il materiale prodotto possiede requisiti fitosanitari fenologici e di identità varietale.”

La Floricoltura Menin è diventata partner d’informazione dei Percorsi Internazionali di Borghi d’Europa.
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.:Titolo: L’ENTE GERMANICO PER IL TURISMO A MILANO: DEDIZIONE NEL DIFF
16/11/16 19:07

Milano, 09 Novembre 2016- L’Ente Germanico per il Turismo sta lavorando alacremente da più di 60 anni per diffondere e promuovere la cultura e il turismo tedesco all’estero; in Italia l’unica sede si trova a Milano.
L’Associazione Internazionale dei Borghi Europei del Gusto, in vista della rassegna d’informazione “Borghi d’Europa” in programma in varie zone del Veneto dall’1 al 4 dicembre p.v. , ha fatto due chiacchiere col Direttore dell’Ente Germanico di Milano, Sig. Rüter sull’attività di promozione dei territori tedeschi e sul patrimonio storico-culturale di questi ultimi.
La Germania, che significa “Paese dei poeti e filosofi”, ha un grande impatto nella storia e cultura europea: pensiamo a Lutero e alla sua Riforma, o agli Illuministi dell’Ottocento, che annoverò compositori come Beethoven, Wagner e Bach e autori/filosofi come Goethe, Kant e Nietzsche. Inoltre, la nazione tedesca è sede di ben 41 siti patrimoni dell’Umanità dell’Unesco (ad esempio l’opera di Le Corbusier – Le abitazioni del quartiere Weissenhof, Westwerk carolingio e l’Abbazia di Corvey o le Palafitte preistoriche nella regione alpina), suddivisi in varie aree culturali, dando così un’ampia scelta al turista. Per quanto concerne invece la cultura moderna, c’è da dire che si svolge perlopiù nelle città come Monaco, Berlino ( un gioiellino per la sua versatilità, Francoforte, Amburgo e Dusseldorf,
Una cosa importante è che la Germania ha un’ottimo rapporto qualità prezzo nell’offerta e possiede infrastrutture di livello eccelso.
Il lavoro svolto dall’Ente Germanico per il turismo nella sede italiana di Milano è davvero eccellente: i numeri dicono che la Germania è al quarto posto tra gli Stati Europei per pernottamenti, mentre i pernottamenti degli italiani tra il 2010 e il 2015 sono in costante crescita. Circa il 70% dei turisti italiani visita lo Stato tedesco per vacanza e circa un 45% di questi lo visita per la prima volta, senza contare poi i viaggi di lavoro, che rappresentano circa un terzo di tutti i viaggi italiani.
Il turista italiano medio è molto informato e quindi sa come e cosa selezionare prima di fare un viaggio: per questo per migliorare la diffusione della cultura e il turismo tedesco in Italia, sul sito dell’Ente Gemanico per il turismo c’è il “Destination Finder”, che permette al turista di fare una selezione personalizzata della meta tedesca da visitare attraverso dei semplici filtri dai quali poi si può ulteriormente selezionare tra diverse categorie e tematiche.
Ogni anno poi, all’Ente Germanico viene elaborato un tema principale, su cui si basano tutte le attività pubblicitarie: il 2016 è l’anno delle Vacanze nella Natura in Germania, il 2017 il macrotema saranno i 500 anni della Riforma Luterana e nel 2018 verrà approfondita la gastronomia tedesca.
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.:Titolo: PRESS TOUR ALL’ENTE NAZIONALE RISI
26/10/16 16:34

I Borghi Europei del Gusto hanno partecipato a questo importante press tour il 12 ottobre u.s.
Milano, 20 ottobre 2016- Il Riso in Italia è un’eccellenza di primo livello nella filiera agroalimentare, essendo il primo paese produttore a livello europeo e il ventisettesimo nel momdo, anche se è purtroppo oscurato dalle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar (decisamente meno costoso).
La produzione maggiore in Italia si trova nel cosiddetto “triangolo d’oro” di Vercelli, Pavia e Novara, più altre zone in Veneto (Isola della Scala nel Veronese e nel Vicentino a Grumolo delle Abbadesse), in provincia di Mantova e nel basso Ferrarese.
Curiosi di sapere qualcosa in più sulla risicoltura, i giornalisti e comunicatori dei Borghi Europei del Gusto, hanno partecipato lo scorso 12 ottobre a un’importante press tour al Centro di Ricerca dell’Ente Nazionale Risi a Castello d’Agogna nel Pavese (la Sede Centrale è in centro a Milano). L’incontro è stato notevole e, attraverso visite guidate nei campi, nei laboratori biologico e chimico col personale specializzato del Centro di Ricerca (unico in Italia), ha rivelato quanto sia importante per la nostra cucina il riso.
Un momento clou del press tour è stato a pranzo, quando lo chef stellato Andrea Ribaldone, ha proposto ai 54 giornalisti presenti, uno showcooking molto originale, preparando un piatto di tagliolini con ragù di ossobuco in gremolada (tipico del Piemonte), conditi con una crema ricavata dal risotto allo zafferano, classico milanese, esaltando la qualità e la versatilità del riso.
A seguire, i giornalisti hanno anche potuto degustare un grande risotto con fagiolini e salame d’oca e una crostata di cioccolato con base di riso: delle leccornie impareggiabili!
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