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.:Titolo: Colli di Poianis : dalla cronaca alla Storia
04/04/20 15:43

“ Paolino inseguiva un sogno. Lo ha fatto per settantasette anni. Gabriele l'ha realizzato
nel 1991: perché anche i sogni si tramandano di padre in figlio. Così oggi a Colli di Poianis
ogni filo d'erba ha di nuovo il nome di un tempo.....

Così, rileggendo gli appunti di 'Vini di Gente di Terra', il pensiero è volato ad una bellissima
espressione di Luigi Veronelli, Camminare la Terra.
“Chi cammina la terra sa che l’importante non è arrivare, ma procedere, passo dopo passo.
Camminare la terra è esprimere il nostro vivere in continuo movimento. Talvolta occorre
fermarsi per riposare o per pensare e per gioire o per piangere, e alla fine ricominciare a
camminare. Fermarsi anche per ricordare e rivivere la strada percorsa.”



Luigi Veronelli amava lo schioppettino.
E' storia.



Ed è storia l'impegno che i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno dedicato
al percorso internazionale Eurovinum,il Paesaggio della vite e del vino, presentato nella sede
del Parlamento Europeo di Milano nell'aprile del 2018,Anno Europeo del Patrimonio Culturale.



Colli di Poianis è stata scelta per una testimonianza che è autentica cultura.



“ Non ci basta recuperare i vitigni autoctoni, ci piace salvaguardare e proteggere il territorio
mantenendo la sua originale e storica configurazione,la vitale convivenza di declivi,sentieri e
vitigni che nel tempo hanno creato micro equilibri vitali generando e custodendo la biodiversità.
L'anima di questi appezzamenti è rinchiusa nei loro vini. Territorio e memoria,li custodiamo insieme, sotto vetro!”



La cantina – osserva Gabriele-, è il luogo della riscoperta e della conservazione delle più
antiche pratiche enologiche tramandate dal padre Paolino.
La parola chiave è rispetto.
Rispetto del vino, del lento scandire del tempo e delle stagioni,delle loro condizioni climatiche,
rispetto delle fasi lunari.
La cantina è il luogo dove le più moderne tecnologie accompagnano i saperi della tradizione.
Senza violenze, senza interrompere il filo dei valori tramandati di padre in figlio.



Ecco i monovitigni autoctoni : Malvasia,Ribolla Gialla,Friulano,Schioppettino di Prepotto
e Refosco dal Peduncolo Rosso.
E poi , i monovitigni internazionali bianchi di questo lembo del Friuli.
Chardonnay, Sauvignon.
Accanto ad essi, vini rossi sinceri, Merlot,Cabernet Franc,
“ … che parlano di una terra densa di contrasti dove la ruvidezza del fuori si sposa con
la grande generosità dentro'.



Colli di Poianis è una delle aziende che ha contribuito al rinascimento dello schioppettino :
nel 1982 ha vinto infatti il Risit d'Aur per aver realizzato uno dei primi nuovi vigneti dello
Schioppettino. L'intuizione geniale di Gianola e Benito Nonino di istituire un Premio da assegnare
annualmente
al vignaiolo che si fosse distinto per aver posto a dimora l’impianto di uno dei vitigni autoctoni 'fantasma',
aveva avuto anche la paternità di Luigi Veronelli.
Il suo Camminare la Terra ben si addice a Colli di Poianis.
Evviva !
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.:Titolo: ‘Cotto a legna’ di Piombino Dese nella Via del Pane – Destin
16/02/20 11:21

La rete Borghi d’Europa realizza nel 2020 il progetto di informazione ‘L’Europa delle Scienze
e della Cultura’, patrocinato dalla IAI (Iniziativa Asriatico-Jonica) e da ESOF2020 Euroscience Open Forum-Trieste Capitale Europea della Scienza.
‘Destinazione Valli Agredo’ è il percorso dedicato al territorio dell’alta padovana, con particolare
riferimento alla creazione di una Via del Gusto.
I giornalisti e i comunicatori si stanno muovendo sui temi della sostenibilità e della scientificità
della filiera agroalimentare e nel loro particolarissimo viaggio del gusto, hanno incontrato Diego
Vedoato e il suo laboratorio ‘Cotto a legna’.
Una storia, quella di Diego, che nasce da esperienze professionali del tutto diverse e che lo ha portato a rilevare il vecchio forno a legna in quel di Piombino Dese.
“Cotto a Legna è un laboratorio artigianale specializzato nella produzione di pane e prodotti da forno, il tutto naturalmente…cotto a legna! L’azienda nasce nel 2009 dall’idea di continuare la tradizione di quello che è stato uno dei forni precursori nell’ambito della produzione biologica artigianale. I nostri prodotti sono biologici in gran parte certificati, tra questi l’alimento principe è sicuramente il nostro pane, prodotto con lievito madre e con farine macinate a pietra di prima qualità.”
Il metodo di produzione biologico è un sistema di gestione della nostra impresa caratterizzato da :
adozione tecniche colturali idonee a preservare la struttura e gli equilibri microrganici dei prodotti utilizzati;
esclusione dell’utilizzo di fertilizzanti e antiparassitari chimici;
divieto di utilizzo di organismi geneticamente modificati;
controllo da parte di enti terzi autorizzati, su tutte le fasi della produzione: dalla lavorazione alla trasformazione dei prodotti
Il metodo di produzione biologico è disciplinato da a livello comunitario dai reg. CE 2092/91 (normativa base) e 1804/99 (disposizioni per le produzioni animali).
L’Italia è il primo paese in Europa per numero di aziende che applicano il metodo di produzione biologico.
Il forno – racconta Diego- è stato creato con materiale non cementizio,costruito con mattoni e calce,
fondo (platea) di materiale pietra Leccese naturale. A legna diretto…la combustione della legna avviene nella camera di cottura del prodotto.
Per tutti questi buoni motivi Borghi d’Europa ha inserito Cotto a Legna nelle iniziative di
informazione del progetto L’Europa delle Scienze e della Cultura.
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.:Titolo: BORGHI D’EUROPA PROPONE “PADOVA CITTA' DELLA SCIENZA”
23/11/19 17:49

Borghi d'Europa, nel quadro del Progetto “L'Europa delle Scienze e della Cultura”,patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico-Jonica) e da ESOF2020 (EuroScience Open Forum), ha iniziato a programmare le iniziative di informazione per il 2020.
“ESOF (EuroScience Open Forum) è il più grande incontro scientifico interdisciplinare in
Europa. Creato nel 2004 da EuroScience, questo forum biennale dedicato alla ricerca scientifica - aveva raccontato nella sua intervista il professor Bruno Dalle Vedove-,e all'innovazione offre un’opportunità unica di interazione e dibattito tra scienziati, innovatori,amministratori pubblici, imprenditori e cittadini. Trieste è stata nominata Città Europea della Scienza 2020 ed è stata scelta come luogo in cui ospitare la nona edizione di ESOF, che si svolgerà dal 5 luglio al 9 luglio 2020, e sarà accompagnata da un Festival della Scienza aperto a tutti, Science in the City Festival che durerà invece due settimane, dal 27 giugno al 11 luglio 2020. L’incontro si terrà nell’area del Porto Vecchio, il vecchio scalo commerciale marittimo di Trieste che per decenni è stato il porto dell'Impero austro-ungarico e che ora è un patrimonio architettonico e industriale eccezionale.Il festival invece comprenderà tutta la città.”
“Freedom for Science” si riferisce a una scienza che si pone problemi aperti, anche apparentemente irrisolvibili, con curiosità e metodo, senza restrizioni di credo o pregiudizi. “Science for Freedom” significa d’altro canto che la scienza è un linguaggio inclusivo, che fa dialogare persone di qualsiasi colore e genere, talvolta anche che sono in lotta tra loro. Nel riconoscere l’importanza di tale dialogo, Trieste si impegna a coinvolgere i Paesi dell’Europa centro-orientale, poco rappresentati nelle edizioni precedenti di ESOF, incrementando le opportunità di relazione, conoscenza scientifica, sviluppo di nuove carriere e business, facendo quindi un importante passo in avanti verso un'idea di Europa scientifica aperta e inclusiva.
Promotore e organizzatore dell’evento è la Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT) che ha anche sviluppato un programma ad hoc, chiamato proESOF e caratterizzato da una serie di attività che precedono,accompagnano e seguono lo sviluppo dell’EuroScience Open Forum del 2020.m Tutti possono partecipare proponendo eventi, spettacoli, esposizioni, laboratori e molto altro.

L’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) è invece un forum intergovernativo per la cooperazione regionale nell’area bagnata da questi due mari. È nata nel 2000, con un accordo sottoscritto ad Ancona da parte dei ministri degli Affari Esteri di sei paesi rivieraschi: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia e Slovenia. Al centro della Dichiarazione di Ancona è stata posta la cooperazione regionale quale strumento di promozione della stabilità economica e politica e del processo di integrazione europea.

Ai sei membri originari se ne sono progressivamente aggiunti altri quattro: Serbia e Montenegro (dal 2002 insieme e dal 2006 separatamente), Macedonia del Nord nel 2018 e Repubblica di San Marino nel 2019.

“Nell’arco di tempo coperto dall’iniziativa, spiega Renzo Lupatin, presidente di Borghi d'Europa, Milano sarà la capitale informativa del Progetto ‘L’Europa delle Scienze e della Cultura’: tutti i borghi e i territori della rete (trenta borghi di oltre 15 paesi e regioni d'Europa) presenteranno e racconteranno a giornalisti e comunicatori le loro storie, mettendo al centro la riscoperta di culture e luoghi sconosciuti”.

Prende il via a dicembre 2019 il percorso 'Padova,Città della Scienza', che prevede la realizzazione di diverse tappe : fulcro del percorso scientifico in città, è Palazzo Bo, sede storica dell'Università patavina: fondata nel 1222, è una delle più antiche del mondo (la seconda in Italia dopo Bologna). Essa rappresenta un autentico archetipo dell’università moderna. Conserva intatto il più antico teatro anatomico stabile del mondo, l'antica Aula di Medicina, la cattedra di Galileo Galilei, l’ Aula Magna, e centinaia di stemmi storici di studenti e professori. Tra i personaggi illustri che segnarono la storia dello Studio Patavino Pietro d’Abano, Nicolò Copernico, William Harvey, Andrea Vesalio, Gabriele Falloppio, Galileo Galilei, Fabrizio d’Acquapendente, Giovan Battista Morgagni, per citarne solo alcuni, e la prima donna laureata del mondo, Elena Cornaro Piscopia.

Altre eccellenze scientifiche sono l’ Orto Botanico e il Museo della storia della medicina in Padova,
la Torre dell'Osservatorio detta La Specola e gli altri Musei Scientifici, tra cui il Museo di Geologia e Paleontologia, il Museo di storia della Fisica, il Museo di Mineralogia, vari Istituti di ricerca e sperimentazione scientifica.
Inoltre Padova ospita Galileo Settimana della Scienza e dell'Innovazione 2020, che si svolgerà a Padova da lunedì 4 a domenica 10 maggio 2020, promossa da Comune di Padova e ItalyPost.

Borghi d'Europa celebra anche il trentennale della nascita dell'Associazione L'Altratavola, fondata
sotto il Patrocinio della rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli. L'Associazione svilupperà
nel percorso i temi della scienza nel settore agroalimentare.
Risultato immagini per immagini padova città della scienza"
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.:Titolo: L’ASSOCIAZIONE BORGHI D’EUROPA PROPONE DIECI PERCORSI PER IL
22/04/19 10:05

Renzo Lupatin,Presidente dell’Associazione <. “Si tratta di itinerari fondati sui principi dell’interculturalismo per valorizzare borghi e territori meno conosciuti”
Milano, 18 aprile 2019 -- È stata presentata, presso la sede dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano, l’iniziativa dell’Associazione Borghi d’Europa per il 2019 “Dieci Percorsi Europei per l’Anno del Turismo Lento”. “Si tratta di un progetto, ha spiegato Renzo Lupatin, presidente dell’Associazione, legato alle azioni sviluppate nel 2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale, toccando comunità di venti Paesi e Regioni d’Europa: da questo viaggio sono nate le tracce dei dieci Percorsi Internazionali che proponiamo, ognuno dei quali prevede la partecipazione di almeno cinque Paesi Europei e di cinque Regioni Italiane”.
I percorsi sono stati identificati ciascuno con una definizione tematica: Percorsi della Fede, Vie dell’Acqua, della Birra, del Caffè, del Pane, della Pizza, dei Norcini e del Tempo, Mulini del Gusto, il paesaggio della Vite e del Vino, Terre Romane e Bizantine, Ferrovie (non) dimenticate e Mobilità Dolce.
“Nel corso del 2019, ha proseguito Renzo Lupatin, giornalisti e comunicatori di Borghi d’Europa visiteranno le località inserite nei Percorsi, costruendo itinerari fondati sui principi dell’interculturalismo. Alla fine del viaggio, le realtà istituzionali e associative dei Territori potranno scegliere di seguire la strada del riconoscimento dei Percorsi come Itinerari Culturali Europei, presentando richiesta all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, in Lussemburgo. Oppure, in seconda opzione, si potranno organizzare in autonomia per valorizzare i loro borghi e i loro territori”.
Nel corso dell’incontro, è stata anche presentata la campagna dell’Unione Europea per invitare i cittadini a partecipare alle elezioni del 25 maggio prossimo: “In vista di questa data, ha spiegato Stefania Bertolini, responsabile della campagna per l’Italia, invitiamo chi è convinto dell’importanza del voto a combattere l’astensionismo. Iscrivendosi al sito Stavoltavoto.eu si potrà offrire il proprio contributo, organizzando o prendendo parte a eventi, iniziative di informazione e attività online. Già migliaia di elettori hanno aderito alla piattaforma sulla quale è possibile inserire i temi ai quali si tiene di più e dare disponibilità secondo i propri impegni e desideri”
Sono intervenuti nel corso della conferenza stampa Antonio De Toni,presidente della Pro
Loco delle Valli del Natisone, per raccontare la storia e l’ambiente di un’area straordinaria
del Friuli Venezia Giulia e le iniziative dell’Istituto per la cultura slovena ; Stefano Travagliati di FriulPizza, per motivare l’adesione al progetto del Percorso Le Vie della Pizza, Marco Bigolin del Molino Terre Vive (farine e pasta) di Rossano Veneto (Vi) e Giampietro Sabbatani, direttore Generale di CAB Massari scrl di Conselice (Ra).
L’Associazione Borghi d’Europa ICRHIC (International Cultural Routes Heritage Indipendent Committee) ha il fine di avviare un processo di internazionalizzazione su base culturale e, mettendo a frutto un contesto imprenditoriale di livello europeo, si propone un piano di interventi per attirare l’attenzione delle istituzioni e del turismo internazionale.
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.:Titolo: La Vaca Mora del padovano Renzo Lupatin
21/04/19 8:20

Renzo Lupatin,presidente padovano della rete dei borghi europei del gusto, annuncia per il mese di giugno l'uscita del numero della rivista La Vaca Mora, nata da una sua brillante idea.
“Vaca mora” era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago; più in generale il termine andò ad identificare i treni a vapore di montagna, alcuni dotati di cremagliera.

Una curiosità che potrebbe spiegare un appellativo così singolare come “vaca mora” viene raccontata da Chiericato e Gasparella nel loro libro: nel secondo dopoguerra, era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche. I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così “affidavano” le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago. Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mò di corna....
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.:Titolo: Padova e la Grande Guerra - La campagna stavoltavoto.eu
08/03/19 15:22

Nel quinquennio 2014-2018 si è celebrato il primo centenario della Grande Guerra, evento che ha investito drammaticamente il Veneto e Padova. L’Amministrazione ha inteso, pertanto, ricordare questo momento attraverso l’organizzazione di numerose iniziative volte a migliorare la conoscenza presso il vasto pubblico di quanto avvenne un secolo fa.
Tra il 1914 e il 1918 Padova rivestì spesso un ruolo di primo piano e fu protagonista di avvenimenti importanti. Prima della disfatta di Caporetto divenne città ospedaliera, nonché sede dell’Università Castrense e di un comando di tappa presso il quale transitavano le truppe dirette al fronte. Nel 1917, a partire dalla fine di ottobre, diventò capitale al fronte e venne scelta per la firma dell’Armistizio con l’Impero austro-ungarico che fu siglato a Villa Giusti del Giardino alla Mandria il 3 novembre 1918. Negli ultimi due anni del conflitto la città venne massicciamente bombardata: le incursioni aeree causarono numerose vittime e gravi danni materiali a edifici e a monumenti cittadini. Musei, vie, monumenti… non mancano a Padova e nei dintorni testimonianze di questo recente passato che ci ha visto in prima linea sul fronte della Storia.

Villa Giusti
A Villa Giusti furono condotte le trattative per la conclusione di un armistizio fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-ungarico che ponesse fine alla guerra iniziata il 24 maggio 1915. Queste, condotte da due Commissioni militari, ebbero inizio il 1 novembre 1918 e si conclusero nella tarda serata del 3 novembre.


Ma se le iniziative del 2018 hanno avuto successo e sono state così numerose, lo si deve
indubbiamente alla realtà europea. Borghi d’Europa ha deciso così di legare la campagna d’informazione all’invito ai cittadini di partecipare al voto di maggio.
L’adesione alle iniziative di Stavoltavoto.eu ( in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano), si salda così al progetto del 2018, per valorizzare e far conoscere il
nostro patrimonio culturale.

“Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo
vivere.”

"Cosa fa per me l'Europa" https://what-europe-does-for-me.eu


Campagna in collaborazione con l'Ufficio del Parlamento Europeo, Milano

- A sostegno della campagna istituzionale per le elezioni del 26 maggio del Parlamento europeo
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.:Titolo: L’ITALIA DEL GUSTO AD ALCUNI GRANDI APPUNTAMENTI DELLA 1° ED
25/10/18 16:57

Bottiglie Aperte, Alto Adige in tour e il Franciacorta Festival seguiti dall’Italia del Gusto
Milano, 17 Ottobre 2018- La prima edizione della Milano Wine Week, svoltasi dal 7 al 14 Ottobre in vari punti della città, con la splendida cornice di Palazzo Bovara come location fulcro dell’intera rassegna, è stata ampiamente promossa dai giornalisti dell’Italia del Gusto.
La Milano Wine Week è nata grazie alla geniale idea di Federico Gordini, fondatore di Milano Food Week e di Bottiglie Aperte, oltre che di Vivite, il primo festival vinicolo dedicato al mondo delle cantine cooperative.
In questa settimana del vino, sono stati infatti saggiamente inseriti alcuni appuntamenti classici per gli enonauti e gli operatori a Milano, come Bottiglie Aperte , la rassegna Fermento promossa dalla Fisar e la presentazione della guida 2019 di Doctorwine, di Daniele Cernilli.
Bottiglie Aperte, che quest’anno è giunta alla settima edizione e si è svolta presso la location del Superstudio Più in Via Tortona, ha raccolto qualcosa come 250 realtà vitivinicole di tutto il nostro Belpaese, offrendo davvero una grandissima scelta di etichette dall’alto tasso qualitativo.
L’Italia del Gusto ha apprezzato particolarmente i vini del Piave dell’ottima Azienda Agricola Giorgio Cecchetto di Tezze di Piave (Tv), il Pagadebit Bianco di Enio Ottaviani di San Clemente (Rn), il caratteristico ed elegante Montepulciano d’Abruzzo e il fresco Pecorino della Cantina Biagi del Teramano, il Timorasso dei Colli Tortonesi di Cascina La Zerba di Volpedo (unica cantina presente del Tortonese) che fa parte delle Cantine Volpi, poi il Lugana della Cantina Bulgarini di Pozzolengo (Bs) e i grandi bnachi Friulani di Lis Fadis di Spessa di Cividale nell’Udinese, de I Feudi di Romans dell'Isontino e dell’Azienda Agricola Muzic di San Floriano del Collio (Go).
Inoltre, i grandi Nebbioli della Valtellina della Cantina Nera/Caven di Chiuro (So) e di La Perla di Marco Triacca, con le quali l’Italia del Gusto collabora già da tempo nella valorizzazione territoriale, l’Aglianico Irpinia Doc di Nolurè, il Dolcetto d’Ovada di Castello di Tagliolo del Monferrato e l’Aglianico di Kandea, l’Azienda Agricola dei F.lli Cataldo di Candela nel Foggiano hanno soddisfatto l’esigente palato dei giornalisti e comunicatori dell’Italia del Gusto.
Un altro momento della prima Milano Wine Week dove la cultura enologica è stata esaltata, è stato indubbiamente quello dei Vini dell’Alto Adige in tour, voluto dal Consorzio Vini Alto Adige.
Qui, circa 50 vini, rappresentati dai vari Pinot Bianco, Sauvignon, Pino Grigio, Kerner e Sylvaner, Lagrein e Schiava, Pinot Nero e Gewurztraminer, hanno confermato il notevole fascino del terroir altoatesino, con vigne che variano dai 200 ai 1000 m di altitudine.
Invece, per quanto riguarda il centro nevralgico della Milano Wine Week, rappresentato da Palazzo Bovara, applaudiamo la quantità e qualità di eventi tematici e masterclass proposti, tra i quali il Franciacorta Festival.
In questo appuntamento dedicato alle grandi bolle erano presenti al banco d’assaggio 40 cantine: di queste l’Italia del Gusto ha degustato le etichette di Abrami Elisabetta di Provaglio d’Iseo, di Mosnel di Camignone di Passirano, dell’Azienda Agricola Lantieri de Paratico di Capriolo, de Le Marchesine di Passirano, di Santus di Rovato, di Corteaura di Adro, dell’Azienda Agricola Ronco Calino sempre di Adro, di Borgo La Gallinaccia di Rodengo Saiano, di La Torre di Torbiato di Adro ed infine dell’Azienda Agricola Santa Lucia di Erbusco.
Grandi vini per un grande pubblico formato da appassionati enonauti e da operatori: la prima edizione della Milano Wine Week ha ampiamente trasmesso i valori della cultura enologica in una piazza come quella meneghina abituata a manifestazioni del food, del design e della moda.
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.:Titolo: Centro del Dolce Friuli e Tissi invitati alle iniziative di
23/07/18 17:18

Borghi d'Europa, la rete internazionale che unisce borghi e territori di oltre 15 Paesi Europei al fine di promuoverne
la conoscenza e la valorizzazione attraverso iniziative finalizzate ad 'informare chi informa', organizza per il
'2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale ed Anno del Cibo Italiano', ben 40 Azioni/ progetto.
Lo scopo è quello di andare a caccia degli inediti del buon e bello vivere, degli aspetti storici culturali artistici ed enogastronomici
di Paesi e Regioni Europee.
In Friuli Venezia Giulia l'attenzione dei giornalisti e dei comunicatori è caduta sul Friuli Collinare e sulla zona di San Daniele
del Friuli.
In questo contesto i vagabondi del gusto hanno potuto conoscere, grazie alle pazienti frequentazioni di piccoli negozi dei
sapori locali, i prodotti a marchio Tissi.
Così è nato l'invito al Centro del Dolce Friuli a partecipare alle iniziative d'informazione europee.



Grossisti di prodotti alimentari, commercio all'ingrosso di dolci, bevande e panetteria, Centro Dolce Friuli offre oggi un assortimento
ottimale di oltre 2.000 referenze anche a marchio proprio a disposizione delle specifiche esigenze della clientela tramite assortimenti innovativi.Con il brand Tissi vengono selezionate, con costanza applicazione e severità selettiva, molte delizie locali
Sapori ed aromi distintivi, ricercati, accompagnano sia il dolce che il salato; nelle salse si ritrovano i profumi del tartufo, negli oli anche quelli del peperoncino e nelle paste le fragranze delicate del gusto locale.
Poi le ultime novità : le delizie dalla Slovenia e dalla Croazia, a conferma di un gusto senza confini.

I prodotti a marchio Tissi verranno presentati nel corso delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale, che si svolgeranno dal
1 al 5 settembre nei Colli di Conegliano ( significativamente nella giornata dedicata ai rapporti istituzionali e non Slovenia-Italia) e nel
mese di ottobre a Milano, nell'autentico tempio della cultura e della cucina friulana che è l'Osteria alla Stazione,l'Originale.
Nel frattempo la redazione della trasmissione multimediale Borghi d'Europa (Sky,La9Italia e web), ha già realizzato uno
stage di informazione a Carpacco di Dignano, nella sede dell'Azienda.
https://www.centrodolce.com
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.:Titolo: MILANO VETRINA DEL GUSTO: SCIATT A’ PORTER, SAPORI DALLA VAL
09/03/18 11:52

a Valtellina (con la Valchiavenna) è terra di eccellenze alimentari, grandi vini e piatti che possono soddisfare i palati più esigenti: per questo la Redazione della testata web Borghi d’Europa ha deciso di intraprendere un percorso d’informazione e valorizzazione delle tipicità dell’intera zona montana in provincia di Sondrio, sin da settembre 2017 quando si è tenuto il primo festival del Nebbiolo delle Alpi, altresì chiamato Chiavennasca.
I giornalisti di Borghi d’Europa, durante una delle classiche visite gustose nel Milanese, hanno conosciuto un angolo magico della Valtellina, la bottega di qualità Sciatt à Porter, situata a pochi passi da Corso Como e inserita subito nel percorso d’informazione “Milano Vetrina del Gusto”.
La titolare, Emma Marveggio, persona molto disponibile e concreta, nonchè valtellinese doc, ha raccontato che Sciatt à Porter è aperto dal 10 ottobre 2013, concepito inizialmente per essere uno street food all’avanguardia, “sdoganando” il prodotto tipico del territorio valtellinese allora ancora sconosciuto, su modello del noto forno Luini, street food in zona Duomo.
Poi, le cose hanno preso una piega diversa, dal momento che la clientela preferiva trascorrere del tempo a mangiare e degustare seduta, fatto che cozza contro l’idea di street food e così il locale è stato trasformato in un “rifugio metropolitano” (termine coniato dal Gambero Rosso), mettendo dei tavoli per far sedere la clientela.
Emma Marveggio viene da anni di esperienza consolidata nell’universo finanziario e molto portata e competente nello studiare le dinamiche del sistema commerciale, una vera pioniera nella comunicazione volta alla semplicità e all'autenticità.
Con l’arrivo della crisi economica globale del 2008, è diventata un’acuta osservatrice di tutto quello che sarebbe servito per riconquistare la fiducia persa ad ogni livello da parte dell’utente finale, per cui un ottimo vettore è stato indubbiamente tentare di valorizzare i territori d’eccellenza, sia nel campo culturale che alimentare: da qui l’idea di aprire Sciatt.
Un luogo unico e fuori dagli schemi che si propone come un format di coerenza e comunicazione nella variegata (e ahimè non sempre sana) ristorazione milanese: i camerieri sono dei cantastorie e i cuochi dei cucinieri, tutti a disposizione della gentile clientela.
Ogni singolo ingrediente e materia prima che viene usata per preparare i piatti è di provenienza al 100% valtellinese: ogni piatto viene cucinato con amore così come lo facevano le casalinghe di una volta.
Oltre a grandi etichette di Nebbiolo delle Alpi, tra i piatti più importanti vanno citati sicuramente gli Sciatt, pastelle di grano saraceno che avvolge il Formaggio Casera, risultando molto simile a un bignè salato di grano saraceno, gli autentici Pizzoccheri della Valtellina, la Polenta Taragna condita con burro, formaggio e brasato, gli Tzigoiner, spiedoni di carne fassona alla piastra, appoggiati su legno d’abete, le varie e gustosissime Bresaole (fassona, cervo, punta d'anca, magatello e slinzega), ed infine dolci straordinari del territorio fatti in casa e stagionali, come la Creme Caramel con le tipiche “Uova di Selva” e le torte di grano saraceno con mele e pere.
Nel futuro, Emma Marveggio non nasconde di poter allargare gli orizzonti professionali verso nuovi concetti, sempre “sartoriali”, dove la qualità recita una parte fondamentale e con essa il territorio, che già sono parte integrante della bottega Sciatt à Porter.
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.:Titolo: BORGHI D’EUROPA ALLA PREVIEW STAMPA DELLA MOSTRA DI WOLFGANG
07/09/17 12:33

Al Lac Lugano Arte e Cultura
Milano, 6 Settembre 2017- L’unità d’informazione della testata web Borghi d’Europa segue con molto interesse anche mostre e collezioni di artisti di spessore, perché la cultura, assieme al turismo e all’enogastronomia sono i cardini tematici su cui si basa la testata stessa.
La mostra di cui parliamo è quella dell’artista tedesco contemporaneo Wolfgang Laib: Borghi d’Europa ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della mostra al Lac Lugano Arte e Cultura (dal 3 settembre al 7 gennaio 201, che fa parte di uno dei 2 poli museali del Masi, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, venerdì 1 Settembre c.m..
Va ricordato come Lugano è da sempre un luogo molto seguito dalle Associazioni Borghi Europei del Gusto e l’Altratavolta, viste le fruttuose collaborazioni con l’importante ente Ticinowine.
Wolfgang Laib, presente alla conferenza, si distingue per l’essenzialità delle sue opere, (50 quelle in esposizione alla mostra al Lac) siano esse fotografie, sculture o disegni, denotando una grossa passione per la cultura e la filosofia dell’Estremo Oriente (ha fatto numerosi viaggi in Asia in passato), “rimodellata” verso un senso più occidentale.
Molto significativa è stata la rappresentazione live dell’artista tedesco per la stampa presente di una delle sue opere più note, la Milkstone: ovvero un grande blocco concavo di marmo bianco riempito di latte.
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