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.:Titolo: Borghi d'Europa a Roma ad Abitudini e Follie : i salumi equi
21/06/22 17:02

Borghi d'Europa ha organizzato la presentazione dei programmi 2023 del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), a Roma, presso il ristorante pinseria Abitudini e Follie.



In pieno quartiere universitario, zona Piazza Bologna/Policlinico, è nato Abitudini & Follie, un locale moderno, poliedrico ed accogliente, dove mangiare e bere bene in ogni momento della giornata.

Il ristorante si trova in zona Piazza Bologna/Policlinico, ed è un locale moderno, poliedrico ed accogliente, dove mangiare e bere bene in ogni momento della giornata.

“Siamo un tipico locale storico che io e Gianluca abbiamo aggiornato in chiave moderna, mantenendo però la cucina tipica romana – ci dice Francesca, una dei due titolari -, facendone un originale coffee bar, un locale piacevole per pause dessert con un accogliente open pace per un aperitivo o una degustazione di vini. Nel locale un piatto di cui non possiamo non parlare e la “cacio e pepe” rivisitata con gamberi rosa e lime,, ma è molto popolare anche la Pinsa con un impasto di 3 farine: soia frumentò e riso, ed una lievitazione di più di 48 ore, farcita anche qui con piatti tipici romani. Abbiamo poi una proposta di Street Food chiamata “Saccoccia romana.”



In questo contesto si tiene la conferenza stampa , che prevede, fra gli altri temi, anche la degustazione dei salumi equini di Giovanni Coppiello ( gli sfilacci e la bresaola) in uno dei piatti 'storici ' della Capitale : la pinsa romana.







L’azienda Coppiello Giovanni ha una lunga storia fatta di passione e ragione. Passione per il proprio lavoro. Passione per selezionare i tagli migliori di carne equina scegliendo personalmente quelli di prima scelta di puledro o di cavallo adulto.



“La nostra Bresaola- oserva Barbara Coppiello-, è prodotta con carne equina magra di prima scelta e lavorata con tutta l’attenzione e la sapienza di chi sa unire tradizione e nuove tecnologie di produzione. Tagli selezionati di cavallo che dopo la lavorazione sostano per circa un mese nelle efficienti stagionature dell’azienda. È così che viene assicurata una carne che merita il titolo di “eccellente” e solo dopo aver “dormito” per un mese le bresaole diventano un piacere per il palato.”



Gli sfilacci di carne di cavallo rappresentano “la punta di diamante” della produzione di Giovanni Coppiello. Con arte e passione ha saputo unire un’antica ricetta del proprio paese con la conoscenza delle nuove tecnologie di preparazione. Per far scoprire così un piatto unico dai pregi infiniti: ottimo antipasto, o intingolo per condire paste bucate, oppure un prelibato secondo.



https://www.coppiello.it/avete-mai-assaggiato-la-bresaola-equina





LA PINSA ROMANA

Un alimento moderno, dalle radici antiche

Si tratta di una preparazione diventata famosa da poco tempo, ma che vanta origini antichissime. Risale niente meno che alle “mense” degli antichi romani, di cui parla Virgilio, dicendo che Enea, appena arrivato nel Lazio, fu costretto dalla fame a cibarsi delle mense.

Queste erano dischi di pasta di pane non (o pochissimo) lievitato, che servivano, come piatto ai soldati al campo o anche, nel periodo imperiale, come vassoi per mangiare, distesi sul triclinio, particolarmente i cibi sugosi. Questi “piatti” venivano poi dati da mangiare agli schiavi.

Col passare del tempo, queste mense vennero usate anche come “street food” per mangiare quando si era fuori casa e divennero sempre più lievitate e quindi adatte ad essere degustate, assieme ai cibi che vi si poneva sopra.

Ancor oggi si riscontrano precise eredità gastronomiche a questi usi, non solo nella Pizza Napoletana e nella Pisa Romana, ma anche nelle Piadine Romagnole e le Tigelle in uso fra Modena e Bologna ed in tanti cibi tradizionali di quasi tutte le regioni d’Italia.

Le caratteristiche che distinguono la Pinsa Romana dalla Pizza Napoletana, sono innanzi tutto le dimensioni più ridotte e la forma ad elisse della prima, che predilige l’uso di nuove farine e cereali, come il kamut, ma anche orzo, farro e miglio soia e riso, e l'aggiunta di erbe aromatiche selvatiche.

La Pinsa prevede un apporto maggiore di acqua, e una percentuale più bassa di lievito, risultando così più digeribile e meno calorica, grazie anche alle lunghe lievitazioni (minimo 24 ore), all’alta idratazione dell'impasto (80% di acqua), al mix di farine, alla presenza di lievito madre, all'assenza di grasso animale ed all'impiego di una quantità limitata di olio. La morbidezza dell'interno della pinsa è frutto soprattutto della farina di riso, a cui spetta il compito di "fissare" l'acqua versata nell'impasto durante la cottura.

Un cibo dunque dalle caratteristiche assai interessanti, che merita di essere degustato, assieme agli alimenti che la nostra fantasia ci suggerirà di porci sopra.
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.:Titolo: La rinascita di Piazzale Mazzini a Padova, la sosta all’Anti
09/06/22 8:35

“Provenendo dalla Stazione Ferroviaria si incontra Piazzale Mazzini in cui si può ammirare il monumento del Mazzini, eretto nel 1903 per munificenza di Domenico Cappellato Pedrocchi.”


Piazzale Mazzini mi fa venire in mente i giardini della Rotonda situati ai margini del centro storico, disposti a terrazzo a ridosso delle mura cinquecentesche e del Bastione della Gatta. Il giardino è così chiamato in quanto è stato progettato nell’area dove è stato costruito un monumentale serbatoio pensile dalla base a forma circolare, detto “Rotonda”.

Il 30 giugno 2021 grazie all’Associazione Vox Artes APS, veniva presentato il progetto Spiazziamo: percorsi partecipati per la rigenerazione urbana e sociale di piazza Mazzini” .

Annota Sara Busato ne La Piazza web :

“Sarà la Patavina Srl ad occuparsi dei lavori di restauro, chiamata a realizzare piccole isole pedonali, restringere la piazza e fare una nuova pavimentazione. Il progetto ( costo di 500 mila euro) prevede la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra Viale della Rotonda e Piazzale Mazzini e la modifica del verso di percorrenza di alcuni tratti del Piazzale stesso al fine di pendere pedonale gli spazi di fronte alla Casa del Mutilato. L’idea è quella di creare quindi un collegamento pedonale tra i giardini pubblici di Piazzale Mazzini e quelli storici della Rotonda.

” Il presente progetto – illustra l’Arch. Marescotti – prevede la riorganizzazione della mobilità e la riqualificazione degli spazi adibiti ai giardini pubblici. In particolare è prevista la realizzazione di una rotatoria per agevolare le manovre verso i diversi tratti. In particolare il tratto nord diviene percorribile in uscita della nuova rotatoria verso il tratto di piazzale Mazzini, verso viale Codalunga; il tratto ad ovest della casa del mutilato sarà percorribile lungo ambo le direzioni ma solo per il traffico proveniente da via Vendramini o diretto a via Dalla Vedova; infine il tratto est della Casa del Mutilato sarà percorribile dalla rotatoria di via Giotto, attraverso il tratto che costeggia i giardini pubblici in ingresso alla nuova rotatoria

La parte di strada davanti alla casa del mutilato non sarà più percorribile per l’allargamento degli spazi destinati al verde e per la realizzazione di una piazza in parte occupata dal percorso pedonale.

All’interno del progetto sono stati individuati alcuni edifici rimarchevoli di valore – Casa del Mutilato, il pensionato Piaggi, Palazzo Maldura, la Chiesa del Carmine, l’edificio Liberty di via Giotto e giardini della Rotonda – da collegare al monumento del Mazzini in modo che quest’ultimo venga a trovarsi all’interno di una rosa dei venti disegnata a terra dai vialetti pedonali dei giardini ”

Progettazione partecipata

Durante le diverse fasi di progettazione sono state promosse alcune iniziative di partecipazione pubblica tali iniziative hanno consentito di raccogliere problematiche proposte idee per la visualizzazione dell’area

Soddisfatto anche il Comitato ” Una piazza che vive è una piazza che non ha più degrado. E questo era uno dei limiti di P.zza Mazzini. Quello che il Comune ha progettato, é’ una strada vincente, cioè l’idea di rendere vivibile Piazza Mazzini. Una volta che sarà riqualificata la piazza, siamo convinti che anche il commercio riprenderà e gli studenti avranno una piazza dove incontrarsi. E’ un progetto che porterà un risultato positivo. Chiediamo comunque attenzione da parte del Comune al tema della viabilità. Chiediamo uno studio di soluzioni che non complichino ulteriormente la zona.”


Oggi questi temi vengono ripresi per proporre una riflessione sul progetto Spiazziamo. Il racconto valorizzerà la conoscenza di Piazzale Mazzini e proporrà una sosta gustosa all’Antico Forno .
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.:Titolo: A Padova riprende il cammino di Borghi d’Europa
01/06/22 8:29

Nel 1989, il giornalista ed enogastronomo Luigi Veronelli interveniva a Padova al ristorante Antico Brolo (allora ubicato in Prato della Valle), per tenere a battesimo con la rivista L’Etichetta l’associazione L’Altratavola.

Presidente dell’associazione fin da quell’epoca il giornalista padovano Renzo Lupatin, che vuole riproporre oggi, all’interno del percorso informativo di Borghi d’Europa, le tappe più signficative di ‘quella’ storia. Storia che ebbe inizio con un inserto importante nella rivista diretta da Luigi Veronelli, ‘Padova in cucina’.

Le iniziative di informazione si collegano al progetto L’Europa delle scienze e della cultura, patrocinato dalla IAI – Iniziativa Adriatico Jonica, Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica.

Si parte da ‘Padova in cucina’ con i temi sulla carne equina . Giovanni Coppiello : la Storia nelle

storie, ricordando il primo ricettario sviluppato da Coppiello con la collaborazione del giornalista enogastronomo Bruno Sganga , coordinatore di tutte le iniziative editoriali di Luigi Veronelli.


Da un altro tema caro a Veronelli , la guida delle buone cose, Borghi d’Europa prende lo spunto per realizzare un viaggio del gusto con l’Antico Forno. Le sei pasticcerie padovane del gruppo proporranno alcuni temi culturali della Città, nel corso di incontri stampa : in via dei Colli per collegare le dolci convinzioni veronelliane con la filosofia dell’Antico Forno ; in piazza Insurrezione per una riflessione sull’architetura razionalista del XX secolo ; in Piazza dei Signori per riflettere sulla vita delle piazze padovane e ricordare l’intervento di Borghi d’Europa al SottoSalone ; in piazza Mazzini per ‘raccontare’ il progetto di rigenerazione urbana Spiazziamo ; in via Altinate per ricostruire La Grande Guerra a Padova, con il Museo della Terza Armata ; a Santa Rita per conoscere la vita intensa di una Parrocchia irripetibile.


Ma vi sarà anche il tempo per ricordare la nascita della rivista La Vaca Mora, sulle ferrovie dimenticate ( un ‘miracolo’ vero, di Renzo Lupatin) e la continuazione del percorso sull’architettura razionalista del XX secolo a Vigonza, con Borgo rurale, il complesso di Piazza Zanella progettato negli anni Trenta del secolo scorso dall’Architetto Quirino De Giorgio.
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.:Titolo: Qualità Vo Cercando - Il vino 'Guera e Barba' di Caneva da N
27/04/22 11:31

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa stanno sviluppando nel Percorso Internazionale Eurovinum,Il Paesaggio della Vite e del vino, il tema dei vini Piwi.

In particolare nel corso della rassegna informativa Qualità Vo Cercando è stato proposto in degustazione il vino Bianco Fermo 'Guera e Barba' dell'azienda Caneva da Nani.

“ Si tratta – ci racconta Massimo – di un vino ammostato da uve di vigneti resistenti 'bronner'.”

È un incrocio di uva da vino ottenuto in Germania nel 1975 presso l’Istituto di Ricerca di Friburgo.

Il Bronner è un incrocio del vitigno a bacca bianca Merzling con il Sankt Laurent. Il Bronner è una varietà con la particolare caratteristiche di essere molto resistente ai patogeni soprattutto ad oidio peronospera) e dotata di caratteristiche qualitative proprie della vite europea. Tra tutte le varietà “PIWI” (viti resistenti alle crittogame) è sicuramente la più interessante e si sta diffondendo molto bene per le sue ottime qualità enologiche. Il grappolo è medio grande con acini piccoli e di forma tondeggiante.

In Italia è stato ufficialmente riconosciuto come nuova varietà nel 2009, viene inoltre coltivato in Germania e Svizzera.

“ Questo vino – continua Massimo de Caneva da Nani-,dopo una fermentazione in vasche di cemento viene lasciato riposare nei suoi lieviti fino all'imbottigliamento primaverile. Il nome Guera e Barba è dedicato ai fondatori dell'azienda Caneva da Nani,Giovanni e Guerrina.”

Il vino ha un colore giallo paglierino carico con riflessi dorati e un profumo di pesca gialla.agrume,miele millefiori.

Un bel piatto di formaggi freschi della Fattoria Curto di Miane ha accompagnato la degustazione :

abbinamento azzeccato !
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.:Titolo: PIACERI A TAVOLA: I VINI DI WALTER LODALI DI TREISO
29/03/22 15:49

Borghi d’Europa ha potuto assaggiare alcune pregevoli etichette di Lodali all’Osteria Cantina Piemontese a Milano.



Milano, 18 Marzo 2022- Borghi d’Europa ha partecipato a un incontro a tavola, volto a presentare la nuova immagine aziendale dei vini di Walter Lodali di Treiso, cuore della Barbaresco Docg, presso la suggestiva location dell’Osteria Cantina Piemontese a Milano in Via Laghetto, vicino al Duomo.



Un locale molto elegante e ben definito nel design, dove viene celebrato il Piemonte e i suoi sapori in ogni piatto.

Proprio dal Piemonte e da una fantastica zona vinicola come le Langhe proviene Walter Lodali, nume titolare dell’omonima Cantina assieme alla mamma Rita. L’azienda agricola è nata nel 1939 grazie al volere di Giovanni Lodali, che voleva vinificare della buona uva da proporre poi alla clientela della trattoria di famiglia.

I primi cru di Barbaresco e Barolo sono stati prodotto sotto il timone del padre di Walter, Lorenzo Lodali, a cui oggi è stata dedicata la linea di vini Lorens, una vera nicchia.

L’importanza e il rispetto del territorio sono fondamentali per Walter Lodali, che ha però di recente rinnovato l’immagine e il packaging dell’Azienda, cercando più sartorialità ed eleganza, sempre a stretto contatto con la qualità dei vini.

Durante l’incontro a tavola, è stato dapprima assaggiato lo Chardonnay Doc Lorens 2020 (solo 5000 bottiglie prodotte), fresco, sapido e brioso e poi il Nebbiolo d’Alba Doc 2020, molto armonico e persistente.

Infine, due chicche come il Barolo Bricco Ambrogio Docg 2018 (11000 bottiglie prodotte), fine e allo stesso tempo austero e di carattere e il Barbaresco Lorens Docg 2018, dotato di una grande complessità sia al naso che al palato e di un’ottima finezza.

Un po’ di sana innovazione nell’immagine aziendale, che va a migliorare un corredo d’indubbia qualità e tradizione, è stata una scelta saggia da parte di Walter Lodali, che merita di essere comunicata ed approfondita adeguatamente.

Evviva!
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.:Titolo: Eurosostenibilità - Finanza etica ed economia reale
24/03/22 9:21

marzo 23, 2022 . Il progetto Eurosostenibilità affronta nel 2022 i temi della sostenibilità nel mondo della finanza. Partner di informazione di Borghi d'Europa in questo viaggio è la consulente finanziaria e patrimoniale Laura Panizutti. Il tema : le differenze fra finanza etica e finanza sostenibile. “ Uno degli aspetti che certamente preoccupano di più nella nuova normativa europea,è che essa non contempla alcun obbligo di 'non nuocere alla collettività e all'economia reale”, per gli operatori finanziari che intendono definirsi sostenibili. La realtà del mondo della finanza è profonda,ente segnata da un utilizzo quasi senza regole di strumenti speculativi e dei cosidetti paradisi fiscali ; dall'utilizzo dei derivati come pura scommessa speculativa ; da un sistema bancario poco chiaro che evita i controlli e la regolamentazione. Senza dubbio tutto questo non va d'accordo con il concetto di sostenibilità. Se poi volessimo riferirci alla pura dimensione ambientale, ci sembra che la ricerca del massimo profitto nel minor tempo possibile, sia sicuramente la causa che motiva le aziende a non preoccuparsi dell'impatto ambientale. La finanza etica si colloca in un campo del tutto diverso. Essa è intimamente legata all'economia reale. “ Non interessa fare soldi dai soldi, ma, diversamente, creare uno strumento al servizio dell'economia e della societò. La finanza etica evita l'ossessione del brevissimo periodo. La finanza etica si occupa dell'accesso al credito e dell'inclusione finanziaria dei soggetti più deboli.
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.:Titolo: Eurosostenibilità : ENERGIA RINNOVABILE NECESSE EST
11/02/22 10:56

I giornalisti e i comunicatori della rete Borghi d'Europa hanno inserito l'azienda Elisa Elettroimpianti di Crocetta del Montello (TV), nel progetto Eurosostenibilità, per il settore la sostenibilità energetica.

Giuliano Sartor, nume tutelare dell'azienda, ci spiega : “ Operiamo nell'area degli Impianti elettrici, radiotelevisivi ed elettronici in genere, di antenne e di impianti di protezione da scariche atmosferiche , nel settore dell'automazione. Interveniamo nel settore riparazione e installazione di impianti di distribuzione di energia elettrica.”

L'azienda è attenta a tutte le innovazioni tecnologiche e segue un percorso di aggiornamento professionale continuo.

“ Questo ci ha permesso – continua Sartor-, di avere un atteggiamento naturale di curiosità e disponibilità intellettuale, che ci predispone a recepire anche tutto ciò che riguarda le normative, soprattutto a livello di sicurezza.”






Quando, soprattutto durante l’Amministrazione Obama si iniziò a parlare di green economy e soprattutto di energie rinnovabili, sembrava di parlare di un futuro fantascientifico di là da venire. Invece in pochi anni si è iniziato ad investire seriamente in questo campo. Dapprima un po’ timidamente per quanto riguarda l’Italia, che si dedicò quasi esclusivamente alla produzione di energia eolica, anche per mancanza di adeguati stimoli finanziari, ma in questi ultimi anni i progressi sono stati continui e diventeranno sempre più travolgenti per merito del Piano per la Ripresa dell’Europa (NextGenerationEU).

Negli ultimi anni tuttavia, accanto all’energia eolica, si sono sempre più rafforzate la produzione fotovoltaica di energia e quella da biomasse/biogas, oltre naturalmente a quelle tradizionali: idroelettrica e geotermica, nonché, ovviamente a quella derivata da fonti fossili, in netto calo. Stando all’ultimo aggiornamento disponibile (pubblicato il 26 luglio 2021 da Terna), nel mese di giugno l’Italia ha attinto per il 42% del totale a fonti di energia rinnovabile. Un dato interessante ed incoraggiante se si pensa che la quota di rinnovabili sul totale si attestava al 37% in aprile, al 33% a febbraio e al 30% a novembre 2020.Una crescita continua, quindi, sin dall’autunno del 2020, periodo in cui l’energia pulita aveva invece accusato una riduzione del proprio contributo sul totale.

Sempre dai dati Terna le percentuali di produzione dell’energia, suddivise per tipologia hanno riportato le seguenti variazioni sono le seguenti:

Variazioni fonti di energia (giugno 2021 vs giugno 2020)

Produzione netta: +1,5

Eolica: - 37,8

Idrica: +2,3

Geotermica: +3,2

Termica: +4,8

Fotovoltaica: +5,7

La tendenza è dunque fortemente favorevole allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, che portano enormi vantaggi: innanzi tutto sono inesauribili, inoltre sono sostenibili, a differenza delle le cosiddette “fonti fossili”, come il carbone, la cui combustione rilascia anidride carbonica ed altri “gas serra”, che contribuiscono ad aumentare la temperatura della Terra, e quindi il surriscaldamento globale.

Quest’ultimo, che provoca lo scioglimento dei ghiacci e la desertificazione di aree sempre più vaste, mette a rischio molti territori e la stessa sopravvivenza di piante e animali, danneggiando in modo pesante anche l’uomo. Le linee guida tracciate a livello internazionale ribadiscono come l’unica soluzione percorribile sia un ripensamento radicale del nostro modello di sviluppo. Nella produzione di energia, è fondamentale muoversi verso sistemi di produzione e di consumo che portino a una crescente riduzione dei combustibili fossili, a un uso sempre più efficiente dell’energia e a un impiego sempre più massiccio delle fonti rinnovabili. Questa “transizione energetica” è una strada obbligata, ma non è certo facile.

Nonostante il loro impiego crescente, oggi le fonti rinnovabili non sono in grado di soddisfare da sole la richiesta di energia necessaria per la vita quotidiana di una città o di un Paese. Ancora non abbiamo soluzioni tecnologiche che permettano di accumulare energia su vasta scala, ad esempio per conservare l’energia fotovoltaica prodotta di giorno e usarla di notte per illuminare un’intera città o alimentare un ospedale, ma vi stiamo lavorando seriamente. E’ questo infatti l’impegno che dobbiamo prendere per lasciare un mondo migliore ai nostri figli.

Gianluigi Pagano
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.:Titolo: Eurovinum : Azienda Agricola Moro Sergio – Farra di Soligo (
03/02/22 10:00

In via Crede a Farra di Soligo (TV), tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene, in un incantevole e scenico paesaggio, inserito dal 2019 tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO, Sergio Moro e il figlio Erik gestiscono l’azienda di famiglia di circa 3,5 ettari. Nelle vigne, le piante di Glera - un vitigno a bacca bianca storicamente presente nel territorio Trevigiano - poggiano su terreni calcareo argillosi con marne e arenarie, particolarmente adatti per la coltivazione della vite.

La storia dell’Azienda Agricola Moro, come mi racconta Erik, è strettamente legata a quella del luogo. Nel 1972 la famiglia acquista i terreni, già lavorati in mezzadria dal nonno Domenico, e nasce l’Azienda Agricola Moro Fratelli. Nel 1992, in seguito alla divisione della proprietà, nasce l’attuale realtà produttiva. Un progetto agricolo che, grazie anche all’esperienza acquisita negli anni, ha aumentato il livello qualitativo dei vini, privilegiando l’imbottigliamento alla vendita del prodotto sfuso. Un ulteriore miglioramento al livello qualitativo dell’intera produzione è avvenuto, nell’anno 2010 con la costruzione della nuova cantina.

Erik è un giovane vignaiolo preparato e motivato, attento alla sperimentazione e all’innovazione; un percorso di ricerca, il suo, con lo scopo di valorizzare le potenzialità espressive delle uve. Essere nato in una famiglia contadina dove il lavoro ruota attorno alla terra, il legame con l’ambiente e l’amore per il mondo del vino lo hanno portato a scegliere il percorso di studi di perito agrario specializzato in viticoltura ed enologia per continuare la tradizione di famiglia prendendosi cura, con il padre Sergio, dell’intero processo produttivo, dalle lavorazioni in vigna sino alle fasi della vinificazione.



In vigna la coltivazione segue le regole dell’agricoltura convenzionale con particolare attenzione per l’ambiente. Tra i filari di varietà Glera sono presenti alcuni vecchi ceppi risalenti agli anni ’70 e ‘ 80, che producono meno grappoli ma donano un’uva più concentrata. Il sistema di allevamento è a cappuccina modificato; la potatura manuale e la piegatura dei tralci vengono effettuate in funzione delle fasi lunari.

In cantina le uve, lavorate in purezza, sono trattate nel rispetto della materia prima per garantire al consumatore dei vini che sono il frutto di un lavoro che custodisce la peculiarità di un’area produttiva di pregio dove il vitigno prosecco, o glera come ora viene chiamato, trova la sua massima espressione. Una prassi artigianale ed una filosofia produttiva che integra le conoscenze e i saperi con il rispetto per la natura e la valorizzazione del vitigno. La produzione annua aziendale è di circa 20.000 bottiglie.

La gamma dei vini rappresenta la produzione dell’area Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Le diverse tipologie di Glera nelle versioni: Prosecco Spumante Extra Dry DOCG, Spumante Brut “Prà Alt”, Prosecco Tranquillo “Beato”, Prosecco Frizzante “Bel Veder”, Prosecco Frizzante DOC sono completate dai vini colfondo, da uve glera raccolte a mano, il Cum Vitae - affinato a contatto con legno vergine - e il Batistàra – Colli Trevigiani IGT Colfondo.

Il frizzante colfondo Batistàra, soprannome con il quale era conosciuta la Famiglia Moro, fa parte del progetto ”Colfondo Agricolo”. Un progetto nato dalla volontà di quattordici vignaioli per salvaguardare e valorizzare i rifermentati in bottiglia, conosciuti anche come vini col fondo, sur lie o sui lieviti. Il prosecco colfondo è il frizzante della tradizione rurale delle colline di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo. I lieviti contenuti nella bottiglia, con i primi tepori primaverili riprendono la fermentazione e, una volta terminata la loro azione, si depositano sul fondo della bottiglia; il vino risulta frizzante, secco e longevo.

Una fascetta di colore diverso per ogni annata differenzia le bottiglie rigorosamente chiuse con tappo a corona. Ogni bottiglia, che deriva da uve selezionate dei Colli Trevigiani, è l’autentica interpretazione di ciascun produttore e trasmette la peculiarità del terroir e dell’annata da cui proviene. “Un vino lento, rispettoso del tempo e dei tempi”, che mantiene la tipica fragranza e freschezza di questa tipologia di vino. “Non una bevanda, ma la sublimazione di una vita, quella del vignaiolo”, come testimoniano i vignaioli come Erik, che aderiscono al progetto Colfondo Agricolo.

L’Azienda Agricola Moro Sergio appartiene alla FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. L’organizzazione rappresenta e promuove i vignaioli che seguono direttamente tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione della vigna, alla trasformazione dell’uva in vino, fino all’imbottigliamento ed alla vendita. Un’agricoltura che parte dalla terra, l’espressione di un fare artigianale e non standardizzato di coltivare la vite e vinificare le uve.

Una visita alla Cantina Moro Sergio, come sottolinea Erik, permette agli addetti ai lavori, agli appassionati e ai consumatori di degustare e scoprire i vini della cantina per comprendere l’intero percorso di produzione. Le visite in azienda consentono agli appassionati di ascoltare dalle parole del produttore il racconto del vino nato dal territorio e di scoprire la relazione tra luogo di origine, vitigno e mano dell’uomo. Conoscere l’intera filiera produttiva è garanzia di trasparenza e di qualità per i degustatori che apprezzano una viticoltura sempre più sensibile al mantenimento ed alla conservazione dell’ambiente.







Antonella Pianca





In degustazione:



Batistàra 2019 - Colli Trevigiani IGT – Frizzante Colfondo - alc. 10,5% vol.

Giallo paglierino con una piacevole e persistente effervescenza. All’olfatto, una sottile nota fragrante di lievito si accompagna a freschi profumi floreali e fruttati di pesca bianca, mela, pera, agrumi, con cenni minerali. Il sorso è fresco, tonico dal finale sapido.



Cum Vitae - Col Fondo Vino Frizzante - alc. 11% vol.

Giallo paglierino; il corredo olfattivo si apre con profumi di lievito e crosta di pane, aromi di frutta bianca matura ed erbe officinali. Palato dal gusto pieno sostenuto da freschezza e sapidità minerale. Il vino verrà chiamato Crede per menzionare i terreni argillosi dell’azienda che poggiano sulla roccia madre.



Vini freschi con una fine bollicina ed un variegato corredo aromatico, una tipologia artigianale sempre più apprezzata. Una beva gustosa ed appagante che ben si accompagna a pane e soppressa, “l’insaccato più prestigioso della Marca Trevigiana”, oppure da gustare in abbinamento ai tagliolini ai fiori di zucca.
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.:Titolo: Il Salumificio Spader e la Via dei Norcini
30/12/21 9:55

Borghi d'Europa propone nei suoi itinerari il Percorso Internazionale La Via dei Norcini.

La Via dei Norcini è un itinerario leggendario per scoprire in oltre sei Paesi Europei, gli artigiani del gusto della salumeria.

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno invitato Emanuele Spader,nume tutelare del Salumificio

Spader di Mosnigo di Moriago della Battaglia (TV), ad accompagnare questo viaggio per raccontare le proprie storie, accanto alla degustazione degli insaccati 'altri'.

“ Si tratta di un viaggio del gusto inedito, che inizierà dalla Slovenia e dalla Croazia ( il prosciutto istriano), per poi scendere lungo lo stivale e incontrare le altre culture alimentari. La Puglia (con il capocollo di Martina Franca,sarà una delle prime regioni toccate”.

Ma il viaggio non si occuperà soltanto delle delizie dei Norcini, ma anche dell'ambiente,dei territori inseriti nel progetto. Una occasione in più per scambi culturali proficui e per aumentare la conoscenza e la valorizzazione di borghi incantevoli.

Il termine norcino indica colui che macella il maiale e si occupa di lavorarne le carni, ma può riferirsi anche al gestore della norcineria, ovvero la bottega dove si preparano e si vendono tutti i prodotti derivati dalla lavorazione delle carni di maiale.

In alcune zone è ancora viva la tradizione, autorizzata dalle autorità sanitarie, di chiamare il norcino perché macelli il maiale tra le mura domestiche. Il costume, presso le case e fattorie di contadini, di allevare comunque almeno un maiale, anche se questa attività zootecnica non faceva parte delle attività agricole della famiglia, molto diffusa in passato, fece sì che il norcino fosse un ambulante che veniva "ingaggiato" nel periodo in cui tradizionalmente si uccideva il maiale, cioè tra il giorno di sant'Andrea (30 novembre) e quello di sant'Antonio Abate (17 gennaio).

Un norcino al lavoro.



La Bottega dei Ricordi

Croazia

Il viaggio è iniziato a Tignano, proclamato comune del prosciutto istriano, dove ogni anno si riuniscono i migliori produttori di prosciutto della regione istriana e quelli provenienti da altre parti del mondo, ma anche dove si trovano numerose produzioni di prosciutto, superba prelibatezza culinaria.



Slovenia

Gli abitanti del Carso hanno da sempre allevato maiali e sotto- posto a salatura ed essiccatura le parti di carne suina. Per la sua eccelsa qualità il prosciutto del Carso, che per aspetto esteriore non differisce da quello prodotto in altre regioni mediteranee, detiene indubbiamente il primo posto tra gli insaccati. La sosta gustosa a San Daniele del Carso (Stanjel), in Slovenia.



Italia : Friuli Venezia Giulia

A Cormons, nel Collio, ecco D'Osvaldo Prosciutto, leggermente affumicato, con una storia che si

tramanda dal 1940.

Sul Carso, a Sgonico (TS), l'azienda agrituristica Bajta propone salumi d'altri tempi.

Il ciclo del maiale di Bajta è decisamente sostenibile – gli animali vengono allevati allo stato semi-brado con un considerevole spazio e rispetto.Vivendo all’aperto all’interno di spazi piuttosto ampi, i maiali di Bajta non prendono antibiotici .Una volta macellati i maiali, dalla carne vengono prodotti con tecniche naturali prosciutti, salame, pancette, mortadelle…

Austria

La festa dello speck nella valle Gailtal, uno dei più grandi eventi culinari in Carinzia, è un progetto congiunto tra agricoltura, turismo e commercio.Visto che tale prodotto può essere acquistato solamente nella regione Nassfeld-Pressegger See e non viene spacciato da catene commerciali, si ottiene un'elevata valorizzazione nella valle che comporta dei grandi benefici specialmente per il turismo.Ogni primo fine settimana di giugno, Hermagor diventa la capitale austriaca dello speck.




Italia :

Nel Veneto, a Moriago della Battaglia la Società Agricola Palù propone i propri salumi artigianali

In quel di Perarolo di Vigonza, giornalisti e comunicatori propongono il Salumificio di Giovanni Coppiello, con le sue scelte a base di carni equine (dal prosciutto cotto alla bresaola, dalla sopressa alle salsicce,ecc.).

A Isola Vicentina , l'Azienda Agricola al Rovare della famiglia Dal Pezzo, propone sopressa, salame, pancetta, würstel, della migliore tradizione vicentina.



Italia : Emilia Romagna

In Emilia Romagna è impossibile dimenticare la salama da sugo. La salama o salamina da sugo è il fiore all’occhiello dei piatti tipici ferraresi. La salama da sugo ha origini antiche risalenti alla corte estense: questo piatto tipico ferrarese si compone di un budello nel quale viene inserita una pasta composta di varie parti del maiale e spezie. Dopo dieci mesi di stagionatura questo piatto tipico ferrarese deve essere messo a bollire per otto-dieci ore ed infine viene consumato accompagnato con abbondante purè.



San Marino

A San Marino, è impossibile dimenticare il Prosciutto Cotto di San Marino Prosciutti.



Italia : Lombardia

In Lombardia si passa dalla bresaola artigianale della Macelleria Nobili di Poggiridenti in Valtellina, al salame di Varzi

Nobili vanta la produzione del più antico e conosciuto insaccato valtellinese, la Bresaola, preparato secondo la tradizione locale e ottenuto dalla punta d’anca di manzo fresco. L’Azienda offre anche una prelibata scelta di prodotti di norcineria di propria produzione, tra cui salami, cacciatori, prosciutti crudi fiocco, culatelli, coppe, pancette, lardo, tutti realizzati mediante la lavorazione di suini provenienti da allevamenti locali.

Il salame di Varzi dop di Thogan Porri (Località Casa Cucchi Cecima -PV) è una autentica chicca. Oltre al salame di Varzi dop vengono proposti ai veri intenditori il guanciale, il cotechino, il salame da cuocere, il salame cotto, lo zampone, il cappello da prete e la linea delle “riserve”.

Un salto nella bergamasca, accompagnati dalla Associazione Norcini Bergamaschi,sarà un tutto nelle tradizioni più autentiche.



Svizzera

In Valposchiavo (Svizzera), i norcini delle macellerie locali offrono una grande scelta di salumi artigianali ( carne secca di cervo, slinziga, salame, mortadella stagionata,ecc.).

Ricordiamo i salametti e la mortadella della famiglia Lardi Scirè ( a Poschiavo e Le Prese ).



Italia : Marche

Nelle Marche, degustiamo il ciauscolo, il Prosciutto di Carpegna e il salame Fabriano.



Italia : Abruzzo e Molise

Nelle Terre del Sud, partiamo dall'Abruzzo con la salsiccia di fegato, per passare al Molise, con la ventricina, che ha un area di produzione estesa all’intero territorio regionale, è un salume per la cui realizzazione sono necessarie alcune materie prime come carni magre provenienti esclusivamente dalla coscia del suino, lardo di suino, sale, paprica, peperoncino e fiori di finocchio.


Italia : Puglia e Basilicata

Dalla Puglia, il capocollo e la soppressata di Martina Franca, mentre la Basilicata eccelle anch'essa nella produzione di soppressata.


Italia : Calabria

Oltre alla 'nduja, ricordiamo il prosciutto di maiale nero, il capocollo, la pancetta,la salsiccia e soppressata, tutti dop.


Paesi Partecipanti : Croazia,Slovenia,Austria,Svizzera,Italia e San Marino

Regioni Italiane : Friuli Venezia Giulia,Veneto,Emilia Romagna,Lombardia, Marche,Molise, Puglia,Basilicata e Calabria.
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.:Titolo: A Milano nel 2022 le iniziative di 'Europa,il Buon Paese'
10/12/21 13:59

E' dal 2014 che Borghi d'Europa propone a Milano le esperienze di territori europei poco conosciuti, per favorirne la conoscenza e la valorizzazione, al fine di 'informare chi informa'.

Milano,Vetrina del Gusto 2022 ospiterà :

- le iniziative d'informazione della Tavola Europea d'informazione verso Nova Gorica-Gorizia,Capitale europea della cultura 2025 ;

- i borghi europei ed italiani, come 'atto' in cui far confluire tutte le molteplici esperienze

dei progetti territoriali ;

- la riscoperta di luoghi di una Milano poco conosciuta ;

- la riscoperta di luoghi di una Lombardia inedita.

Il progetto vuol restituire a Milano il ruolo di crocevia della cultura europea, autentica capitale

dell'informazione.

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IAI (Iniziativa Adriatico - Jonica)

Forum Intergovernativo per la Cooperazione regionale nella Regione adriatico - jonica
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